La crociata di Magdi: solidarietà a malincuore
Magdi Allam oggi ha santificato la Pasqua facendosi battezzare dal Santissimo Padre. Padronissimo. Ho cominciato a leggere la sua folgorazione sulla via di Damasco, in forma di articolo sul Corsera. Mi sono fermato a metà, su un passaggio. Un addio "affettuoso" al mondo dell'Islam, tutto mica soltanto agli estremisti. Leggete qui: "Ho dovuto prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un Islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale". Capito? Al di là della contingenza. Fisiologicamente violento. L'Islam c'ha la radice del male inzuppata dentro, non c'è nulla da fare. Allam dice che è consapevole che la sua conversione gli procurerà "una condanna a morte per apostasia". Dice che è ora di
uscire dalle catacombe, che bene ha fatto Benedetto a battezzarlo e che dovrebbe "fare proselitismo nei Paesi a maggioranza musulmana". Allam sfodera la spada delle parole e, come è suo costume, scrive cose dannose e fastidiose, con una violenza verbale che non aiuta certo il dialogo. Se l'altro, il musulmano, è il Male, se l'altro è fisiologicamente violento, diventa inutile parlarci. Il Male si combatte, si estirpa, magari con una bella Crociata.
Detto tutto il male possibile dell'atteggiamento provocatorio, del fanatismo razzista che evoca ogni generalizzazione becera, nel caso di minacce e ritorsioni, non potremmo non stare dalla sua parte. Di fronte a qualunque fatwa, l'uomo occidentale e democratico, l'illuminista non il cattolico, non può che scendere in campo, sia pure a malincuore, per difendere il diritto di Allam di dire tutte le cazzate che vuole (che il suo nuovo Dio non lo perdoni, però, almeno)

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