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mercoledì, 27 febbraio 2008

Tricarico come modello di opposizione sociale

E' lui, questo ragazzone allampanato ed evidentemente disturbato, questo cantante emozionato e stonato, questo autore emozionante e straziante, è Francesco Tricarico detto Tricarico l'emblema della resistenza contemporanea, la materializzazione della necessità e della possibilità di opporsi all'esistente, alla banalizzazione dei linguaggi, degli sguardi, alla violenza dei codici. Vederlo caracollare a Sanremo, vederlo resistere, con noncuranza e sprezzo del pericolo, all'invadenza della pretesa comicità di Stato, alla tracotanza antica di un pippobaudo, alla finta irriverenza moderna di un pierochiambretti, vederlo resistere alle buone maniere del conformismo, che richiede continui sorrisi di circostanza e parole acquiescenti e pacche sulle spalle, vederlo tacere, smarrito, sprofondare in un mutismo ostinato e infinito, riempito da sguardi disperati e sprezzanti, tutto questo allarga il cuore, autorizza anche i più delusi e sconfortati a crogiolarsi per un attimo in un raggio di calore, di decenza, di verità.
Quale altra opposizione, quale altro antidoto si può immaginare di fronte alla volgarità usata e urlata delle battute, delle risate, delle buone maniere, dei media, dei sanremi, delle prime serate? E poi sentirlo cantare, sentire la passione che lo scuote, l'emozione che fa a pezzi la sua voce, la costringe a cambiare modulazione, a stonare così vistosamente, a raccontare di una vita che è spericolata proprio perché è fuori dalle convenzioni della ribellione, perché è nutrita di sensibilità in eccesso e disturbi della personalità, incapacità reale di adeguarsi, beh, tutto questo fa di Tricarico la persona più viva che sia comparsa in tv negli ultimi tempi e un modello di resistenza possibile al reale.


scritto da: loconews alle ore 21:33 | link | commenti (22)
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Commenti
#1   28 Febbraio 2008 - 12:05
 
E' bella anche la tua recensione.
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#2   28 Febbraio 2008 - 13:00
 
tra quelle lette su sanremo è una delle poche cose dal tono sommesso, senza enfasi. anche sorrentino due giorni fa su repubblica con 'mostri da ariston', una sconsolazione molto simile a questo tuo registro (spero tu l'abbia letto).
utente anonimo

#3   28 Febbraio 2008 - 13:00
 
ouf, ero adlimina
utente anonimo

#4   28 Febbraio 2008 - 13:42
 
Io veramente preferivo Tricarico di qualche anno fa. Ricordo due o tre sue canzoni sghembe e stralunate, con dei video veramente folli (una per tutte, "Drago"). Ora vedo comunque in lui tracce di normalizzazione, in particolare nella parte musicale del pezzo, direi piuttosto ovvia (lascio da parte il testo). Perché alla fine puoi anche andare lì sul palco e rifiutarti di parlare e mostrare distanza e disagio e stonare volutamente, ma hai comunque avuto almeno un impresario o un discografico che ha fatto una trattativa per te (se non l'hai fatta tu stesso). Cioè, da Sanremo si esce comunque normalizzati, c'è poco da fare, e se ci si sente davvero "altro" è assolutamente il caso di rimanerne a debita distanza.

(adlimina, però siamo messi male se anche uno come Sorrentino si mette a parlare bene della Berté, fenomeno da baraccone sul quale c'è solo da stendere un velo pietoso)
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#5   28 Febbraio 2008 - 15:02
 
però. a) la bertè ha cantato delle cose bellissime, tipo vaffanculoluna e il mare d'inverno e quando si è presentata sul palco col pancione ha fatto sognare. b) sanremo normalizzerà pure però poi rino gaetano vasco rossi e daniele silvestri ci hanno scritto pagine e pagine della musica italiana, e nemmeno delle peggiori. c) avete notato che toto cutugno comincia sinistramente ad assomigliare a claudio baglioni (solo che invece del bianco punta sul nero?). Avranno mica lo stesso chirurgo plastico?
utente anonimo

#6   28 Febbraio 2008 - 16:42
 
post molto bello... sì, Tricarico a suo modo è una forma di resistenza.
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#7   28 Febbraio 2008 - 17:05
 
sr, stavolta non sono d'accordo. pur avendone visto qualcosa tipo 20 min., condivido i tuoi giudizi sull'evento, sul suo conformismo stracco e lesso, sulla sua strutturale volgarità. E' soprattutto un programma per un pubblico invecchiato davanti alla tv - la scelta di riesumare i Duran Duran mi sembra emblematica. No sanremo for young men.
Quindi a me il giovane anticonformista a sanremo fa solo un po' pena. Anzi, no: gli prendo le misure esattamente come agli altri, e valuto il suo atteggiamento una studiata mossa di marketing, perché il gioco che ha accettato di giocare è questo - sanremo è sanremo. In altri termini non è il mio eroe: dico, c'è il mondo là fuori e questo viene a fare il diverso a sanremo - ma per favore..
Quale antidoto a tutto il sanremo che ci circonda ? Mia personale risposta: fare altro, ignorare, scartare continuamente, non porsi nemmeno il problema di scegliere. Ne vedo un po', non lo vedo, lo uso per cazzeggiare... chissenefrega. Charlie Haden - si narra - entra in un supermarket solo se munito di cuffie, per evitare l'orrendo sottofondo musicale. Io sono un igienista meno rigoroso: si può giocare col fango, a patto di pulirsi per bene prima di entrare in casa
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#8   28 Febbraio 2008 - 17:25
 
sì dust, ma io non lo so chi è tricarico, cosa rappresenta, se è vero o finto, ho fatto un'analisi direi testuale, sintattica della sua apparizione. Non ho visto in lui un anticonformista, ma solo un giovanotto irrequieto in stato un po' confusionale che cercava di resistere al mondo esterno, di dire qualcosa che gli stava a cuore e di fare onestamente quello per cui l'avevano chiamato e che voleva fare, ovvero cantare la sua canzone. poi magari era tutto marketing, ma qui non importa sapere quello che era, basta quello che è sembrato essere. E poi figuriamoci, nessun integralismo etico o snob, sanremo va benissimo ed è bello ogni tanto sguazzare nel fango. Solo che è altrettanto bello ogni tanto vedere qualcuno che non si fa contaminare, anche solo per un minuto, e spezza il gioco della routine mediocre, delle aspettative, della realtà pietrificata nei gesti necessari allo show e alla vita quotidiana.
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#9   28 Febbraio 2008 - 17:42
 
suvvia, bastasse san remo a sporcarci le mani saremmo in un bel guaio
utente anonimo

#10   28 Febbraio 2008 - 18:17
 
no, mi accorgo che non mi sono espresso chiaramente:
a) sono io ad essere spesso accusato di snobismo (questo ad es. era in risposta a critiche del genere sul Barbiere) proprio per il fatto che in molti contesti non mi sento in colpa - anzi sono lieto - di essere ignorante e incompetente. E' Charlie Haden, insomma, il mio eroe
b) "sporcarsi le mani" non era inteso in senso forte (ma "sporcarsi la mente" non funzionava nella frase), c'è chiaramente ben di peggio che sanremo - e in quei casi, appunto, non è facile lavarsele.
Comunque, mi riferivo in generale al sanremo-ciarpame in cui ci imbattiamo tutti i giorni. In alcuni casi ci si può giocare e poi dimenticarlo. In altri bisogna essere senza pietà e ignorare, scartare e ripudiare senza sentirsi in obbligo di motivare ed apparire intellettualmente onesti ed equilibrati (un esempio ? i film di Muccino): la vita è breve e andrebbe impiegata a fare ciò che più ci piace (cioé vedere i film dei Coen e di Paul Thomas Anderson)
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#11   28 Febbraio 2008 - 18:20
 
"questo ad es." puntava ad un link che però non si attiva. proviamo così:
http://dust-page.splinder.com/post/1705616
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#12   28 Febbraio 2008 - 18:33
 
mio nonno non gli piacevano i ravioli di carne. poi un giorno a novantaquattro anni, al pranzo di natale, ne assaggiò uno e mentre masticava, nel silenzio della sala, cominciò a piangere. "Cazzo - disse - sono buonissimi, e io per novantaquattro anni li ho schifati, che coglione che sono stato (diceva un sacco di parolacce, nonno, ndr)". Morì due giorni dopo.

Se non avessi visto san remo (lo ammetto, per puro caso) non avrei mai scoperto che esiste uno scemo che ricorda un po' (poco) rino gaetano, abbastanza snob per fingere (o forse fingere di fingere) di stonare. E magari domani muoio.
utente anonimo

#13   28 Febbraio 2008 - 18:38
 
Io non credo che ci faccia, o almeno, non credo che ci faccia completamente. è stato per anni in una clinica psichiatrica, non fa la parte del disturbato: lo è stato e un po' lo è ancora in un certo senso. ma, come dice sr, non ci interessa tanto la questione del farci-non farci. non credo neppure che "sputi nel piatto in cui mangia" o che si tratti di puro marketing: quello che ho visto io è disperata voglia di esprimersi al di fuori dello spettacolino sanremese. se la domanda è: poteva evitare sanremo e tutto il baraccone? poteva. ma, dopo anni di oblio (8 anni da "puttana la maestra"), forse ha voglia di farsi rivedere e risentire al grande pubblico. ma non di rispondere alle battute di chiambretti o di baudo: non gli va e basta.
0-0
utente anonimo

#14   28 Febbraio 2008 - 18:48
 
Ma mi pare che qui si trascuri che è innanzitutto la sua musica ad essere stata normalizzata in funzione del pastone sanremese. Non mi pare sia il caso di dare chissà quale importanza a quello che lui ha fatto, fa e farà sul palco. Può darsi che finga, può darsi di no, può darsi che abbia reale insofferenza, può darsi che abbiano costruito ad arte anche le sue stonature, ma questo conta poi così tanto se è piuttosto la sua musica a non parlare?

(prima volta qui, o meglio, seconda nello stesso giorno, ringrazio per l'ospitalità)
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#15   28 Febbraio 2008 - 19:22
 
@12:
a) Fossi stato nel nonno avrei gioito della possibilità di saper cambiare idea a 94 anni
b) la serendipity è un fattore di importanza fondamentale nel farci scoprire gusti e idee nuovi.
c) probabilmente il nonno non era esposto a tonnellate di invasive e insistenti offerte di gusti "nuovi" ogni giorno. Adesso il proprio gusto lo si costruisce e lo si salvaguarda scartandone il più possibile, come tagliando rami col machete per aprirsi la strada. Tutto il resto è rumore
d) non mi interessa e non credo nemmeno mi sia possibile "sapere" se Tricarico c'è o ci fa. E' la situazione in cui si trova che lo "modella" e lo normalizza, ed è all'interno di questo contesto che io lo inquadro e lo leggo. Qualsiasi ulteriore sforzo di approfondimento me lo rimprovererei come tempo sprecato
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#16   28 Febbraio 2008 - 19:29
 
Dust, ma si può dire che le nostre sono le posizioni più vicine tra quelle espresse qui?
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#17   29 Febbraio 2008 - 08:19
 
direi di sì, con l'aggiunta che tu - conoscendo meglio di me Tricarico - sei anche in grado di dare una motivazione estetica alla tesi della "normalizzazione"
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#18   29 Febbraio 2008 - 08:31
 
sottolineavo il tono, arsub, la mancanza di enfasi, quella pacatezza che da queste parti è sempre piacevole ritrovare
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#19   29 Febbraio 2008 - 15:02
 
adlimina, avevo capito a cosa ti riferivi, solo che detesto a tal punto la Berté che mi è parso intollerabile che uno che apprezzo come Sorrentino abbia trovato il modo di parlarne bene.

(Dust, felice della convergenza)
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#20   29 Febbraio 2008 - 16:37
 
Voglio farti i complimenti per il tuo straordinario intervento. Io amo Tricarico, è l'artista e la persona in generale che più mi ha ispirato nella vita, da quando ho iniziato a seguirlo, al suo esordio, nel 2001. Penso sia uno dei più grandi geni contemporanei, un vero poeta, un illusionista, un incantatore, un mago... E' trovo veramente intelligente e veritiera l'interpretazione della sua presenza a San Remo come forma di resistenza ideologica e come modello di opposizione a questa società assordante, dai ritmi frenetici e soffocanti, al buonismo, al conformismo benpensante, alla banalizzazione e codificazione dei linguaggi, alla violenza mediatica, alla volgarità urlata. E' il più grande di tutti. Trichi è un vero eroe.
utente anonimo

#21   01 Marzo 2008 - 12:32
 
Io non l'ho sentito stonare al festival, un po' perché non l'ho seguito, un po' perché non ho orecchio. Avrei preferito non vi prendesse parte, sinceramente. Ciò non toglie che per me rimanga uno dei più grandi Cantautori in circolazione dopo quelli dei '70.

Anonimia Portami Via
utente anonimo

#22   02 Marzo 2008 - 07:11
 
Ma al di là di tutto la canzone di Tricarico era una delle pochissime cose decenti che si sono viste a Sanremo
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