Stampa rassegnata 2.0

lunedì, 25 febbraio 2008

CHAT - INTERVISTA RASSEGNATA

"Ero un umanista. Infelice. Infelice con il sorriso"

silo, a sinistra, in cile

me: Quanti anni sei stato con gli umanisti?
A.: è difficile fare il conteggio. Oggi ne ho 30. Direi dieci.
me: perché ne sei uscito?
A: per le dinamiche relazionali. Entri e ti fanno il love bombing. Tu pensi che figata ho trovato nuovi amici, ho scoperto il senso della mia vita
me: e invece?
A: dopo un po' iniziano a chiederti di portare altra gente, in gergo si dice "fare struttura". Per un brevissimo periodo, a Roma dove stavo, l'ho fatto. Ma è durato poco. Intimamente sapevo che, anche se forse era la cosa giusta per me, non lo era per altri. Ma questo l'ho capito dopo  
me: perché hai smesso?
A: 18.15 ho smesso perché le pressioni erano troppe. Il punto principale è la VIOLENZA PSICOLOGICA non è lavaggio del cervello si chiama controllo mentale la persuasione te la fa il tuo amico il tuo "orientatore", cioè il capo del gruppo che è quello che ti aiuta ti sta vicino ecc 18.16 il mio orientatore però mi faceva sentire una merda se non facevo struttura c'è questo meccanismo di senso di colpa-ricompensa
me: quella che chiami persuasione controllo mentale c'è in molti rapporti di coppia o di gruppo. E' una dinamica normale. E i
l senso di colpa è tipico della religione cattolica. qual è la differenza allora?
18.17 A: il punto è che tu piano piano per continuare a stare nel gruppo ed essere approvato dagli altri cominci a convincerti di cose in cui in realtà non credi
me: per esempio?
A: per esempio silo, il fondatore, ha detto che lui sa che non tutto finisce con la morte e non dice esplicitamente che è andato nell'aldilà ma dice che ha esperienza della trascendenza 18.19 vabbe' a me è sempre sembrata una cazzata però le critiche e il dissenso non le esprimi perché le voci critiche vengono screditate o neutralizzate. Oppure resti nel gruppo ma fai la parte del rompicoglioni
me: poi?
18.20 controllo dell'informazione. in realtà non si sa un cazzo di silo tutti le info su di lui vengono dall'interno si sa che era un cattolico prima 18.21 ma se tu cerchi la sua biografia non c'è niente
questo secondo me è voluto per alimentare il mito di silo
me: un po' come con ron hubbard?
A: recentemente silo si è implicitamente paragonato a gesù cristo
me: c'è il culto della personalità?
A: di brutto 18.22 quelli che vogliono far vedere quanto sono siloisti lo chiamano il "Negro"
me: perché?
A: è il suo soprannome in argentina il nero perché è un po' scuro di pelle. il culto è fortissimo 18.23 si raccontano leggende su silo aneddoti di gente che ci ha parlato e che gli ha chiarito tutti i dubbi  
me: è vivo silo?
A: sì sta in argentina e ha un'azienda agricola ha moglie e due figli
me: ti hanno mai chiesto soldi?
A: sì, c'era l'autofinanziamento semestrale
18.24 me: di quanto?
A: fino a poco tempo fa erano 60-65 euro si chiamano collette un quarto resta al gruppo tuo ecc. ecc.
me: è poco
A: sì è un movimento povero ma questo per me è ancora più pericoloso perché mentre in scientology li capisci subito qui no sembra una roba tutta a fin di bene
me: e invece? Volere la pace nel mondo e la bontà sono cose belle, che c'è di male?
18.26 in realtà è un movimento costruito per alimentare il culto di se stesso, non è quello l'obiettivo
cioè sono tutti in buona fede gli umanisti 18.27 per questo commentano così
me: che male c'è allora?
A: è importante scrivere che sono in buona fede, davvero. Io per miei ideali 18.31 credo che si possano fare battaglie sociali creare movimenti d'opinione su alcuni temi. il punto è che umanizzare la terra è una cagata pazzesca piena di contraddizioni 18.32 2. non credo che una filosofia o un movimento possano spiegarti il mondo
me: c'è un integralismo del pensiero che sfiora il fanatismo?
A: no no, che sfiora, negli ultimi due anni l'ha proprio abbracciato il fanatismo. E poi tu entri per alcune ragioni ma poi ti senti infelice. un infelice sorridente
18.34 me: ora sei felice?
A: ora sì, alti e bassi ma mi sento molto meglio perché sono uscito dall'incubo
me: sarà perché hai abbracciato il pd?
A: ahahaha
me: è stato difficile uscire?
A: sì ci ho messo anni un po' alla volta 18.35 mi sentivo in colpa mi sentivo di essere egoista
me: anche adesso ti senti in colpa a parlarne?
A: no io ora vorrei far uscire le persone che ho fatto entrare io mi sento in colpa per quelle persone
che si perdono il mondo che c'è fuori dalla setta
18.36 me: non starai esagerando?
A: no
me: in fondo per anni sei stato umanista e hai vissuto il mondo
A: io sì perché intanto studiavo avevo amici e fidanzate che non erano umanisti ma per molte persone gli unici rapporti sono all'interno del MU e le pressioni sono fortissime 18.37 c'è come una gara a chi è più umanista dell'altro
me: E' una religione?
A:  ufficialmente no è un movimento politico-sociale culturale il punto è che ora silo che è vecchio e tra poco morirà vuole lasciare il mito di se stesso e sta fondando una religione "il messaggio di silo" lui è il messia ma non lo dice.
me: si prega?
A: no, non c'è un dio il dio è interno!!!
me: si fa meditazione?
A: si fanno meditazioni sì ma qui vorrei precisare una cosa di per sè 18.38 la meditazione non è una cosa negativa è una pratica che a me piace per esempio il punto è lo scopo della meditazione si facevano e si fanno ancora ritiri in montagna dove si facevano meditazioni e una specie di yoga che si chiama esperienza di forza 
me: è una setta?
A: per me sì. e anche in francia li considerano tali.
me: ma pensare pensano?
A: c'è una gerarchia rigidissima e il pensiero di silo non viene mai messo in discussione. il pensiero critico e razionale è screditato, sottovalutato. l'enfasi è posta sul sentire, sulle emozioni, sulla spiritualità.quindi se io faccio una critica mi viene risposto, per esempio, di superare le mie "credenze" che sono quelle inculcate dal "sistema" (il nemico numero uno, imprecisato assetto socio-economico-politico). in ogni caso chi sta sopra di te è più saggio perché ha fatto più "lavori personali" (tipo esercizi di psicologia, meditazioni ecc.). una cosa che si dice per scherzo (ma non tanto) è: quello è un intellettuale
(in senso negativo).
me: gli intellettuali sono pericolosi! ma a parte questo...
A: perdi il contatto con la realtà. tutto deve essere misurato e valutato con i parametri che apprendi lì dentro, persino con un lessico specifico. es. il Sistema, la coerenza (tra quello che senti e quello che fai) ecc. anche un film! è umanista se ha un "messaggio positivo, di cambiamento, rivoluzionario"....
me: c'è qualche elemento "magico"?
A: c'è sempre stata questa componente di esoterismo, ma non a tutti viene spiegata, solo ai vertici. questa cosa mi ha sempre inquietato. anche perché è volutamente lasciata nel mistero. io so solo che fanno dei gruppi di alchimia, robe così, e poi "discipline" tipo la forza (che sono lavori sull'energia tipo yoga, una cosa che se non è controllata e diretta bene, a uno con problemi lo devasta, per dire
me: diranno che parli male degli umanisti perché ne sei stato escluso, perché non riesci a credere in te stesso
A: certo questo è l'argomento preferito, quando ero dentro e qualcuno usciva si diceva che era un risentito io sono di certo un risentito per loro
me: e non è vero?
a: no non è vero. sono tutte persone in buona fede ottimi amici brave persone solidali, solo che sono cadute nel tranello.
me: che sentimenti provi nei loro confronti?
A: strano per un po' ho cercato di evitarli perché mi ricordavano anni della mia vita "rovinati"
è brutto dirlo ma mi fanno pena. E per i miei amici sono preoccupato
me: E l'aura? ti piace?
A: mah sì è carina
me: allora pace forza e allegria
A: grazie.


scritto da: loconews alle ore 19:02 | link | commenti (16)
categorie: interviste

Commenti
#1    25 Febbraio 2008 - 20:35
 
gabriele la porta, a questo punto, è umanista. io sono disumanista
utente anonimo

#2    25 Febbraio 2008 - 21:09
 
"anche un film! è umanista se ha un "messaggio positivo, di cambiamento, rivoluzionario"...."
evviva i Coen e Anderson !
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dust

#3    26 Febbraio 2008 - 02:34
 
Ciao a tutti. Anch'io sono un'umanista e faccio attività col Partito Umanista a Roma. Sinceramente l'unica cosa che mi sento di dire è che sono dispiaciuta. Politici corrotti, il Vaticano che si impone ad ogni angolo, le grandi organizzazioni criminali (mafia, camorra ecc) che distruggono il nostro Paese, le nostre vite che vanno sempre peggio tra disoccupazione, povertà, disastri ambientali, guerre, la gente sempre più isolata e triste, violenze ad ogni angolo, discriminazione. E noi siamo qui a litigare su Silo che parla di nonviolenza, che un anno fa ha fatto una campagna per il disarmo nucleare, che dice che gli Esseri Umani sono il principio da cui partire e che non ci deve essere niente (nè Stato, nè Chiese, nè denaro) sopra agli esseri umani nè nessun essere umano deve stare sopra ad un altro. PERCHE' MI CHIEDO NON CE LA PRENDIAMO DAVVERO CON CHI INCASINA LE NOSTRE VITE? Coi politici, coi grandi imprenditori che ci sfilano anche solo la possibilità di immaginarci un futuro che non sia "precario". Siamo qui a litigare invece di unirci e costruire un paese migliore. Il parco di Attigliano è un posto aperto a tutti di ogni religione e credenza, altro che setta chiusa in sè stessa.
Veniteci e vedrete.
E venite nei centri di quartiere umanisti e mettiamoci insieme a tavolino a progettare di migliorare le cose, io sono stufa di parlare e farmi prendere in giro e voi? Per questo tento di fare politica nella corruzione della politica italiana tra mille difficoltà.
Chi è stanco, nonviolento e ha voglia di fare cose può venire, il centro dove sto io (come tutti in tutta italia) è aperto.
Centro Umanista Boomerang via Calimno,24 (Roma-Montesacro)
E questa è la mai mail ceciliadt@libero.it

Cecilia De Toma
un'umanista che tenta di essere nonviolenta ma che spesso non ci riesce affatto altro che "buona", magari. ^__^
utente anonimo

#4    26 Febbraio 2008 - 16:05
 
Per chi è di Milano: Centro Umanista La Svolta, Viale Ungheria 20.
lasvolta@hotmail.com
Venite a trovarci!
utente anonimo

#5    26 Febbraio 2008 - 16:46
 
ARIA FRITTA!
Un'intervista anonima senza fonti, senza nomi e cognomi è aria fritta mio caro. Per me puoi anche essertela inventata. IO invece ti scrivo il mio nome e cognome e ti dico che da 7 anni sto nel Movimento Umanista e nel Partito Umanista e SFIDO TE E CHIUNQUE ALTRO A TROVARE LUCRO O BRAMA DI POTERE CON PROVE NON ILLAZIONI SUGLI UMANISTI O SILO. Trovami le prove poi ne riparliamo. Il tuo modo di fare informazione è lo stesso falso, bugiardo di Ferrara, Vespa del giornale LIbero, dove si fanno illazioni senza alcuna prova.
E' un peccato ripeto che perdi tempo così invece di occuparti di chi REALMENTE CI INCASINA LE VITE! (politici, multinazionali, grandi organizzazioni criminali).

Ci vediamo ad Attigliano il 4 maggio, da bravo giornalista VIENI A VERIFICARE se è un posto aperto a tutti, di ogni religione e credenza o chiuso.
Pensaci.

Un saluto cordiale,
Cecilia De Toma
utente anonimo

#6    29 Febbraio 2008 - 11:17
 
una delle diverse cose a cui ancora nessuno vicino al movimento umanista ha risposto:
che ne pensate delle accuse su come vengano create pressioni sulla "crescita strutturale"? si spinge perché la gente trovi altra gente, e questo è normale per qualunque movimento/partito/iniziativa che voglia crescere, ma quando questo diventa prerogativa indispensabile per essere accettati in un gruppo (chiaramente mai presentata come tale, ma più subdolamente inculcata come necessaria),questo diventa pressione vera e propria..
l'intervista (che potrà pure essere falsa, ma io reputo verosimile) denuncia comunque un disagio e un'opinione a cui ancora non avete risposto (anche se fosse falsa, se non altro offre spunti). Avete solo ribadito su come siete bravi e "aperti", e "venite! venite! venite! ad attigliano!"
magari si potrebbe chiarire questo punto, in questi commenti, e adesso.
utente anonimo

#7    29 Febbraio 2008 - 14:43
 
naturalmente l'intervista non è falsa, per motivi ovvi ed evidenti. Il primo, ha a che fare con l'essenza stessa di stampa rassegnata, che non ha mai inventato nulla (ci sono quattro anni di archivi a disposizione, basta cliccare nella colonna a fianco). Il secondo: non vedo che motivi avrei per inventare un'intervista contro gli umanisti. Il terzo, come sanno bene gli esperti, non mi sarei potuto inventare da solo tutti i termini e i particolari precisi descritti, che non appartengono al vocabolario e alle esperienze di chi non ha avuto contatti con gli umanisti. Una precisazione inutile, ma siccome il germe del dubbio serve a screditare gli argomenti che non si può e non si vuole contrastare, allora forse era utile ribadirlo.
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#8    29 Febbraio 2008 - 17:36
 
allora aggiungo anch'io un inutile commento, giusto per completezza. sono l'aria fritta intervistata da stampa rassegnata: ho chiesto io di rimanere anonimo, perché può succedere di incontrare umanisti in giro e non è piacevole discutere e attirare odi inutili (anche perché, ripeto, io non ce l'ho con nessuno di loro).
le prove della mia partecipazione al movimento umanista sono nelle cose che dico e nel gergo spiegato nell'intervista. se non vi basta, ecco il mio lessico da ex umanista (e mi scusino tutti gli altri): delegato di gruppo, delegato d'équipe, delegato generale, coordinatore, coordinatore generale... (livelli di struttura dal più basso in su). aderente (che vuol dire simpatizzante). operativi economici (attività di fund raising). centro intellettuale, emotivo, motorio, vegetativo (corrispondono ai chakra). uffizio (cerimonia con esperienza di forza), cerimonia di benessere, di accompagnamento alla morte, di protezione dei bambini. i 12 principi di azione valida. dopo silo a "capo" dell'assemblea è arrivato luis amman (suo fedelissimo), ora boh. chiacchierata, esperienza guidata, clima di base, resistenze, "il giorno del leone alato", "autoliberazione", punta de vacas, lìa mendez, thomas hirsch, ora positiva, relax, appoggio, amministrativo, settori, strutturale, autoescluso.
(no così, nella speranza che i commenti d'ora in poi riguarderanno la sostanza dell'intervista)
utente anonimo

#9    03 Marzo 2008 - 15:31
 
Divertente questo post, spero riceva molti commenti.
Sono un membro del MU da 11 anni, sono attivo e presente, tuttavia non mi considero un seguace di Silo. Non condivido il suo punto di vista sulla morte, nè che la vita non ha senso se finisce con la morte. Sono una persona dotata di spirito critico e razionale, ho una famiglia, un buon lavoro e mi sento assolutamente lucido.
Condivido la critica alla "religionizzazione" del MU, anche se forse, in fondo, i principi di base sono sempre stati quelli (e a dire il vero il discorso sta in piedi), ma sinceramente non posso pensare che uno abbia fatto un'esperienza trascendentale...
Credo però che il MU porti nella società punti di vista molto validi su pace, nonviolenza, diritti e spinta al cambiamento. Anche il cambiamento interiore non mi sembra male (e tra l'altro va molto di moda in generale, si vedano Yoga, Reiki e altro).
Spesso mi sono chiesto se io debba uscire o no dal MU e mi sono alla fine sempre risposto di no, non per costrizione (tante persone che conosco sono uscite senza grandi problemi), ma perchè la rete di solidarietà e amicizia è sincera. I membri del MU sono davvero orientati verso gli altri e sono disponibili in genere a farsi in quattro per starti vicino.
In ogni caso condivido il punto di vista critico sulla generica pressione. Nel mio gruppo non se ne subisce da anni (dal 1999 quando bisognava presentare il PU alle elezioni europee e si dovevano raccogliere firme), ma so che in genere non è così.

Per concludere, non sarei così drammatico nei confronti del MU, ha più lati positivi che negativi, anche se questa spinta spirituale ha creato una rottura con chi non la condivide (io stesso ho vacillato un bel po' prima di accettare che esista...).

Abbracci a tutti e basta con i pregiudizi!
utente anonimo

#10    04 Marzo 2008 - 17:58
 
Sono quello del commento n.6
Ho apprezzato molto il commento n.9, lo condivido direi, e sono ancora in quel bilico se uscire o no dal gruppo del MU che ho conosciuto. Credo che resterò, ma faccio fatica a mantenere quella critica sulla divinizzazione della personalità (che c'è nella maniera più assoluta, anche se non (ancora) in termini esplicitamente divini), e sull'esoterismo, e su altri aspetti. Sono opinioni che vengono appunto viste sempre come resistenze, e non come pensieri davvero validi. Vabbè, sono comunque opinioni altrui, non è che si deve essere tutti d'accordo.
Ma in genere l'atmosfera è buona, e CHIUNQUE potrebbe apprezzarla: se riesce ad apprezzare anche per esempio organizzazioni cattoliche REALMENTE umanitarie, anche quando queste credono nella risurrezione dei morti, nei diavoli cornuti, nello spirito santo, e altre boiate.
Poi se uno non sopporta l'esoterismo e la mistica in generale, rispettabilissimo! l'importante è che non si senta pressato ad uniformarsi
utente anonimo

#11    22 Agosto 2008 - 12:17
 
che buffo! sono uscito dal movimento da più di 15 anni, e mi ritrovo perfettamente in quello che dice l'intervistato. In sostanza non è cambiato niente.
utente anonimo

#12    17 Ottobre 2008 - 10:53
 
Ciao siamo due ragazzi che sono stati per lungo volontari del MU prima di uscirne qualche tempo fa. I motivi sono stati molteplici, perlopiù dovuti ad una NETTA divergenza di opinioni rispetto a diversi argomenti. Inizialmente appare tutto rosa e fiori (come al solito quando intraprendi una nuova strada), poi però le cose cambiano e si scoprono le contraddizioni (giusto per usare un termine umanista). Ti parlano della struttura, già dopo un mese o poco più, e spinto dall'entusiasmo vi partecipi, immaginando di entrare semplicemente in un circuito organizzativo che renda il lavoro più efficace (altro termine tipicamente umanista!). La realtà è ben altra. Lo scopo della struttura è quello paradossalmente di aumentarla numericamente, insomma esiste per farla esistere. Il tutto non ruota intorno all'organizzazione (pressocché inesistente) o l'impegno in attività sociali concrete, ma nell'organizzazione di attività di reclutamento di nuovi volontari e di autofinanziamento (quest'ultime atte a sostenere i costi legati alle attività del MU). L'attività sociale è vincolata alla condivisione di alcuni precetti ideologici e gerarchici. In sostanza non è possibile gestire e partecipare ad alcune attività sociali se non fai parte della struttura. Le stesse persone che scelgono di abbandonare un proprio ruolo strutturale si ritrovano a non poter più ricoprire o svolgere attività sociali che fino ad allora avevano condotto. La cosa è di per sè, a nostro avviso illogica, nel momento in cui si intende criticare ed abbattere determinati errori presenti nel cosiddetto "sistema", per poi riprodurli parimenti mascherati da forme di lavoro verso il cambiamento. Tralasciando gli errori nelle attività sociali concrete (che chiunque può commettere), ed una scarsa propensione all'attenzione verso questo tema, dovute ad una mancanza di esperienza negli anni impiegati a "fare esclusivamente struttura" dimenticando i reali scopi sociali a cui dovrebbe ambire il MU, è deprimente che tante persone, spinte da ideali e motivazioni nobili, si ritrovino ad impiegare infruttuosamente il loro tempo ed energie a causa di vecchie idee, metodologie lavorative e strutture mentali ed organizzative. Le decisioni vengono prese dall'alto con l'esclusione della stragrande maggioranza dei volontari che partecipano al MU, i veri fautori delle attività. La giustificazione risiede in una presunta maggiore esperienza posseduta dagli alti livelli strutturali (difficilmente riscontrabile nella realtà), anche se essa si è accumulata negli anni in cui non si faceva paradossalmente attività sociale.
La stessa divinizzazione di Silo, mai esplicitamente ammessa, in quanto fondatore del MU, è un chiara contraddizione rispetto all'idea di liberarsi dalle impostazioni mentali della società attuale. Si divinizza un UOMO, con tutte le sue contraddizioni ed i suoi difetti di essere umano, con il rischio di annullare il proprio spirito critico (l'impossibilità di poterlo criticare, senza tirarsi addosso critiche, ne è un chiaro segnale).
Le persone che partecipano al MU sono tutti bravissimi ragazzi, dotati di grande sensibilità ed attenzione verso gli altri e se stessi (almeno quelli che abbiamo potuto conoscere), ma la grossa spinta emotiva non gli permette di ammettere errori e contraddizioni, o quantomeno di non farlo ad alta voce, e soprattutto di abbattere quelle "credenze " relative alla metodologia d'azione. Sarebbe necessario ripensare l'azione in base alle personalità (e le competenze) dei volontari e alle contingenze del territorio in cui si lavora. Augurandoci che le cose possano cambiare in positivo, un saluto a tutti.

p.s. complimenti per il post
utente anonimo

#13    12 Giugno 2009 - 10:04
 
mi spiegate una cosa?
perche' UN UMANISTA è incapace di criticare i suoi amici ?
ma soprattutto non accetta le critiche su di loro?

NON è' TOTALE MANCANZA DI SENSO CRITICO?
DI INDIVIDUALITA'?
estremismo fanatico???
utente anonimo

#14    26 Agosto 2009 - 22:19
 
beh, il recente azzeramento mondiale dell'intera struttura del MU direi che è un buon punto di partenza per ricominciare da capo.
la struttura nella sua organizzazione, pur valida matrice, stava stretta ad alcuni e per altri era diventato un mero "strumento" autoalimentante. adesso tutti siamo un po meno umanisti e più "umani".
mi dispiace per le esperienze negative ma forse era un motivo in più per rimanere nel Movimento, non credi?
Una parte delle critiche aveva fondamento forse. Qualcosa è cambiato.
Quindi pur nelle divergenze e diversità tutti sono invitati a partecipare se vogliono magari anche a trovare un nuovo motto che Pace Forza ed Allegria alla mia ragazza ci fa proprio schifo dice che sa di scout (con scuse agli scout).
Daniele associazione umanista Atlantide. Setteville nord. Roma
utente anonimo

#15    28 Agosto 2009 - 23:24
 
@Daniele
"beh, il recente azzeramento mondiale dell'intera struttura del MU direi che è un buon punto di partenza per ricominciare da capo".

Non sono d'accordo con te. Io in questa mossa ci vedo solo l'ennesimo segnale delle manie di grandezza di Silo. Mi spiego. Da quanto ne so io, qualche anno fa Silo si era dimesso dal vertice del movimento (dall'"orientamento"). Dichiarò che il Movimento era "pronto" per camminare sulle sue gambe e non volle designare un erede ma formò un organismo -l'Assemblea- che fin da subito, però, si rivelò inutile, perché priva di poteri decisionali. Mi chiedo:
- perché l'Assemblea era stata destinata al fallimento fin dagli esordi? Errore di valutazione o malafede?
- com'è che uno che ha deciso di mollare il posto di comando, all'improvviso cambia idea e attraverso una "chiacchierata", cioè senza neppure lo straccio di un documento formale, decida di smantellare tutta l'organizzazione (senza, tra l'altro, consultarsi con l'organismo che sta in cima alla gerarchia)? Non ti sembra profondamente antidemocratico e contraddittorio con quanto proclamato solo qualche anno addietro?
- e soprattutto: perché nessuno dice niente? Perché nessuno ha detto a Silo: ehi, scusa, però avevi detto che te ne andavi, lascia decidere a noi?

Di sicuro il modo in cui era strutturato il movimento non funzionava, ma non è mettendo una croce sull'organigramma che si arriva a fondo della questione. Perché il fondo della questione è che il movimento umanista si regge sulla fede cieca nel suo lider maximo, che può permettersi di dire e fare ciò che vuole senza ricevere mai l'ombra di una critica. Scommetto che, nonostante lo smarrimento e i dubbi iniziali, nel giro di qualche mese tutti i membri del movimento si diranno convinti di questa nuova idea di organizzazione. Per magia, un'altra volta sarà un'ottima soluzione per tutti.

Ricordo che Silo ha continuamente usato immagini messianiche per autorappresentarsi. E qui le possibilità sono due: o si crede che Silo sia davvero il nuovo Messia (io non ci credo), oppure Silo è un signore ormai anziano con un ego smisurato per non dire con grossi problemi psichiatrici.

"la struttura nella sua organizzazione, pur valida matrice, stava stretta ad alcuni e per altri era diventato un mero "strumento" autoalimentante. adesso tutti siamo un po meno umanisti e più "umani"."

Ti auguro che sia davvero così.

"mi dispiace per le esperienze negative ma forse era un motivo in più per rimanere nel Movimento, non credi?"

Non credo. Purtroppo la manipolazione mentale la subiscono tutti, chi più chi meno. Infatti io non ce l'ho con nessuno, né con i miei ex orientatori, né con tutte le persone che ho conosciuto lì dentro. Credo che la base del movimento e anche la maggior parte dei vertici siano tutti in buona fede. Io penso che gli umanisti siano persone di buon cuore. Ma ti invito, Daniele, a interrogarti di più sui meccanismi del movimento, sulla censura della critica e sul conformismo (fanatismo) di molti.

Un'ultima cosa: a che servono le "sale" (centri di meditazione)? perché questi luoghi sono disseminati di simboli esoterici?

Un saluto.
L'umanista infelice
utente anonimo

#16    10 Novembre 2009 - 15:27
 
Non faccio parte del movimento umanista, ma, attraverso terzi, ne seguo da vicino, da diversi anni, gli sviluppi. Concordo con l'opinione di chi ritiene che la recente ristrutturazione abbia ben poca consistenza: sono cambiati i nomi degli organismi, ma certi atteggiamenti di chiusura ideologica e di marginalizzazione delle voci di dissenso rimangono di fatto inalterati. Quanto a Cobos (Silo), ognuno ha la sua opinione: la mia si fonda sulla convinzione che si tratti di un uomo di buona cultura che utilizza abilmente il proprio ascendente su persone poco abituate all'autonomia di pensiero per alimentare il proprio ego (spero non anche le proprie tasche).
Rimane, però, un dato di fondo e, cioè, che gli argomenti generali trattati dal movimento sono seri e di effettivo interesse comune, soprattutto in un'epoca di 'attrito' culturale come quella che stiamo vivendo. Credo, quindi, che, laddove si riesca a fare emergere il pensiero indipendente di persone come l'utente del commento 9 e a sostituire agli slogan e alle iniziative folcloristiche (tipo la Marcia Mondiale) una concreta azione sociale, profonda e determinata, non ne possano che venir fuori cose buone.
Che dirvi: in bocca al lupo.
utente anonimo

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