Magdi e i suoi valori se ne vanno: insciallah
Entusiasmo al Corriere della Sera. Il vicedirettore ad personam più pagato del mondo se ne va. Magdi Cristiano Allam ha deciso di fondare un partito, come annuncia in un'intervista proprio al Corsera. Il partito dei Protagonisti per l'Europa cristiana (qui il sito), nientedimeno. Il partito dei valori. Al mullah Allam piacciono un casino i valori, specie se sono "valori forti", come quelli della Lega, il suo partito preferito. Berlusconi non gli dispiace, ma ha questo problema, "che è anarchico nei valori".
E insomma tutto è bene quel che finisce bene, Magdi Cristiano fa cessare uno scandalo, quello di far finta di fare il giornalista lui che era un politico da anni, e se ne va in cerca di fortuna con la sua valigia carica di valori (compresi quelli monetari, che non disdegna affatto).
Insciallah.
Meloni: quelli dell'Isola cattivo esempio, si strafogano
Ottimo intervento della sempre lucida Giorgia Meloni che, con il suo consueto musetto imbronciato, bacchetta Luxuria e gli altri dell'Isola, con un'offensiva congiunta condotta insieme alla leghista Francesca Martini. Non li attacca perché sono delle checce sfrante, per carità, questa è la destra moderna e Storace che odia i froci è stato messo in castigo. L'accusa è ben più grave. Questi disgraziati "offrono un esempio negativo di abitudini alimentari". Tra l'altro non rispettano la piramide alimentare: "Mangiano poco e ogni tanto si abbuffano". Urge dietologo.
Mumbai alias Bombay
Facendo ammenda della mia straordinaria, smisurata, ignoranza, e indirizzando un pensiero preoccupato e triste agli attentati di queste ore, resta da dire che questi stronzi dei giornali-telegiornali italici avrebbero potuto fare uno sforzo in più per segnalare che questa Mumbai mai sentita in realtà è la solita cara vecchia Bombay. Per dire, l'ho scoperto solo mattina grazie a un misericordioso cronista di SkyTg24. Tra l'altro c'è da segnalare che è Mumbai (nome ufficiale dal 1995) solo per gli indiani, i media anglosassoni e per noi. Per spagnoli, francesi e tedeschi continua a chiamarsi serenamente Bombay.
* PS La spiegazione del cambio di nome è questa, tratta da qui: "Fu nel 1995, quando andò al governo nello Stato del Maharashtra, che lo Shiv Sena impose il nome Mumbai: dal marathi "Mumba-Aii", "Madre Mumba", una dea indù".
Omicidi, due pesi e due misure
Forse nei codici penali, o nell'applicazione che ne fanno i magistrati, c'è qualcosa che non va. Perché è vero che c'è un circuito edittale da rispettare (per ogni reato è prevista una pena minima e una massima) e che ci sono circostanze attenuanti e generiche e mille altri fattori che incidono. Però uno qualche domanda se la fa quando vede, a distanza di poche ore, due sentenze così diverse. Quella di Doina Matei, che ha ucciso con un ombrello Vanessa Russo, condannata per omicidio preterintenzionale a 16 anni. E quella per Stefano Lucidi, che investì i due fidanzati sulla Nomentana, condannato pochi minuti fa per omicidio volontario (con dolo eventuale) a 10 anni. Ora, che per un omicidio volontario (che peraltro è la prima volta che viene configurato in un incidente stradale) si paghi meno che per uno preterintenzionale è una cosa piuttosto singolare.
Vasta e Piccolo, "nuovi" scrittori avanzano


L'Unità, nella sua nuova versione concitesca, dà qualche attenzione in più alla nuova letteratura italiana, e meno male. Ieri era la volta di Francesco Piccolo, che ogni tanto viene ospitato anche come articolista, e che è autore del bellissimo "La separazione del maschio". Recensore, purtroppo, l'incartapecorito Angelo Guglielmi (ma candidarlo alla Rai?). Guglielmi la butta sull'autobiografico, sul quasi autobiografico e dà una lettura del libro tutta incentrata sul presunto-vero riflesso dell'autore sul libro. Scrive: "Tutto bene, anche se arrivato fino in fondo ho continuato a chiedermi cosa ha spinto Piccolo a scrivere questo racconto, forse non tanto la voglia di scrivere potendo mentire di sé (che è pur sempre una forte tentazione) ma il piacere di provarsi in una scrittura di ostentazione che fosse insieme un atto di autopromozione e di punizione, un compenso scompensato, un premio con condanna". Mah.
Per fortuna, a recensire libri sull'Unità c'è anche Andrea Bajani, uno dei migliori scrittori italiani. L'autore degli splendidi "Se consideri le colpe" e "Cordiali saluti" recensisce "Il tempo materiale", di Giorgio Vasta e elogia "la potenza visionaria della grande letteratura".
Lo strano caso del Guardasigilli e di Provenzano
Il ministro Alfano: "Repubblica aiuta la mafia"
Strana la vita eh? Uno applica, magari un po' neghittosamente, i suoi schemi ideologici che prevedono da una parte un governo Berlusconi e un centrodestra se non colluso neanche nemico acerrimo della mafia, e dall'altra un quotidiano, Repubblica, tra gli alfieri del giornalismo che denuncia illegalità e criminalità organizzata...ed eccoti sul medesimo quotidiano, una lettera indignata del ministro della Giustizia, l'Angiolino Alfano, che accusa Repubblica di avere pubblicato un'intervista agiografica a un mafioso che viene descritto come una specie di ateo devoto, "tra santini e preghiere". Ricordate quello dei pizzini? No, non Latorre, l'altro, Bernardo Provenzano. "Ricordate la storia del piccolo Santino sciolto nell'acido?", dice Alfano a Repubblica. Dice addirittura: "Ricordate il massacro di Falcone e Borsellino?" Dice proprio così. Ricorda Ezio Mauro il massacro di Falcone e Borsellino? Ezio, ricordi?
Incredibile. Uno non può che grattarsi la testa e brontolare, che roba, questi berlusconiani son capaci di tutto, altro che militarizzazione del discorso pubblico, uso politico delle paure, plebiscitarismo populista.
Ma Alfano, sovviene in un lampo, non era quello che ha partecipato persino a un matrimonio dei mafiosi? Mah, cose travagliescheh, però quasi quasi torno a leggere "Lo statista", di Massimo Giannini, che così mi rassicuro un po' e magari mi rinfresco la memoria, ricordando di quando Gianni Baget Bozzo definiva Berlusconi "un evento spirituale".
Comunque sia, alla professione di antimafia di Alfano, Repubblica replica con Paolo Berizzi, sì proprio lui!, autore del pezzo. Il quale spiega come il fatto che Provenzano sia descritto quasi come un monaco, intento a nutrirsi di Bibbia, e che abbia trasformato la sua cella in cappella votiva, "è un paradosso". Paradosso vitale, creativo, che dovrebbe dare inizio a un proficuo dibattito.
Ci si potrebbe chiedere, diciamo noi, se la fede ha aiutato Provenzano a sciogliere il piccolo Santino. Se gli ha fornito la forza e il coraggio. O se lo ha protetto. Magari san Bernardo ha usufruito anche lui di quella pratica sbrigativa ed efficace della dottrina che è la confessione: sì don Luigi, l'ho sciolto nell'acido, sì, sono pentito, allora vado con i due Padre nostro, sia benedetto il signore. Magari l'ipocrisia cattolica ha formato il piccolo Bernardo nel carattere e lo ha aiutato ad ammazzare gente con la quale non aveva nulla di personale, ma solo perché era giusto, era in linea con il suo codice morale, con il suo Vangelo personale. Non è Dio, il buonissimo Dio che nel Vecchio Testamento sfracella bambini contro la roccia? Lo scriveva anche Sergio Quinzio, pace all'anima sua. Ma cosa vogliamo dire, che la religione cattolica è alla base della mafia? Dio santo, già mi pento, ora recito due avemaria. O forse, meglio, vogliamo dire forse che il pezzo era un po' buttato lì, era frutto di una scarsa capacità di maneggiare materie complesse come la mafia e la responsabilità personale e il rapporto con i codici e le religioni? Vogliamo dire che Alfano è un furbo? Che è meno cattolico di Provenzano? Cosa vogliamo dire, perdio?
Non so, sono confuso.
Corriere e Repubblica, autunno bollente
Aria catacombale nella stampa italiana. I dati, anticipati da Affari Italiani, vedono Repubblica perdere 100 mila copie di diffusione in un anno, Corriere della Sera 50 mila, Gazzetta dello Sport 25 mila. Cade a picco anche Libero, meno 9 per cento. Ma non è una questione di testate. La crisi, come si dice, è sistemica: in un anno le undici principali testate hanno perso 192 mila copie.
E la pubblicità? Subisce un tracollo. Manzoni, gruppo Repubblica-Finegil, perde il 4,6 nei primi otto mesi dell'anno, Rcs è a meno 2,4.
Considerando che all'estero testate storiche si preparano a smobilitare, si annunciano tempi da tregenda per la stampa italiana. Del resto sia Repubblica sia Corriere della Sera hanno in programma tagli di foliazione. E dai tagli di foliazione ai tagli di personale il passo non è così lungo. Per fermare l'emorragia è troppo tardi. Chi doveva muoversi, utilizzando le leve del multimediale, modificando profondamente quotidiani polverosi quasi quanto Zavoli, non lo ha fatto. E ora, a pagarne le conseguenze, saranno i giornalisti. E i lettori, che finiranno per perdere voci libere, sia pure impastate e un po' roche.
Pd, il nuovo che avanza

Stefano Draghi (classe '42), già segretario milanese del Pds nel '92, è il nuovo segretario del Pd di Milano. Il giovanotto Sergio Zavoli (classe '23) - che "nel 1943 esordì sul periodico studentesco fascista riminese Testa di Ponte" (fonte Wikipedia, con beneficio d'inventario) - è il nuovo candidato alla presidenza della Vigilanza.
Dolci ragazzi nazisti
Va bene, direi che può bastare, il post con gli oltre cento commenti può finire nel cestino. Voleva raccontare lo scarto tra il recente passato e i giorni nostri: i nazisti sono tra noi, hanno facce pulite e fanno l'happy hour con noi, hanno il loro profilo su facebook e non si nascondono più.
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
Virginiana Miller - feb '07
Ardecore - marzo '07
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Thomas O' Malley - genn '08
L'umanista infelice - feb '08