Stampa rassegnata 2.0

venerdì, 29 febbraio 2008

Scientology, Panorama (per fortuna) non è clear

l'emeter, il galvanometro che ti libera dall'angoscia e ti fa sentire un figo

Panorama, per la prima volta da mesi, dà un senso alla sua uscita in edicola e questa settimana pubblica un'ottima inchiesta su Scientology, scritta da Antonio Rossitto, che fornisce utili informazioni per capire l'ascesa economica di questa impresa d'affari in Italia. Il settimanale spiega anche che l'organizzazione si prepara a chiedere allo Stato italiano il riconoscimento come religione. Qui l'articolo on line.


scritto da: loconews alle ore 15:28 | link | commenti (3)
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Salvatore e Francesco

Io se sento un'altra volta al tg, o leggo sui giornali, "Ciccio e Tore", sparo. Si chiamavano Salvatore e Francesco. Un po' di rispetto per i morti.


scritto da: loconews alle ore 15:12 | link | commenti (3)
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giovedì, 28 febbraio 2008

Reportage narrativi, la solitudine della realtà

Di Gomorra s'è detto tutto, o quasi, tra ammirazioni e invidie. Della straordinaria potenza evocativa di Saviano. Della sua eccessiva "creatività" letteraria. Esempio di un genere, il reportage narrativo, che è forse l'espressione più viva e discutibile della nuova letteratura italiana e che è oggetto di un saggio di Antonio Pascale nella raccolta "Il corpo e il sangue d'Italia", curata da Christian Raimo per Minimum Fax. Ne parla oggi il Corsera, ne parlano mercoledì a Roma Andrea Cortellessa e Antonio Pascale, con due tesi contrapposte. Quest'ultimo teme l'ambiguità tra fiction e realtà, l'"estetizzazioni delle emozioni". Cortellessa contesta "l'ideologia della documentarietà" e il "puritanesimo della trasparenza".
Fatto sta che tra gli autori dei reportage narrativi, di "non fiction novel" (per citare Capote) o faction (narrazione documentale), tentativo di ibridazione dei generi, si trovano molti scrittori italiani interessanti. Proprio Pascale, ma anche l'Antonio Franchini dell'Abusivo e di Cronache della Fine. E poi, per citarne qualcuno, Pino Corrias ("Vita agra di un anarchico"), Emanuele Trevi ("Senza Verso"), Giancarlo De Cataldo ("Romanzo criminale"), Elena Stancanelli ("A immaginare una vita ce ne vuole un'altra").
E qualche predecessore illustre, ingiustamente dimenticato, lo straordinario Ottiero Ottieri di "Donnarumma all'assalto". Che, a proposito di fiction e realtà, provò a capire, dopo aver letto "La condizione operaia", se ciò che scriveva Simone Weil fosse vero o no. Non ci riuscì: "Passo tante volte dietro le schiene dei nostri nelle presse ma ancora i loro veri pensieri mi sfuggono. Se provo io a lavorare alle presse, io non sono loro. Se li interrogo, possono mentire. Se li osservo, posso descriverli, ma non capirli. Se mi metto nella loro testa, posso inventare un monologo interiore sbagliato. Essi, dovrebbero esprimersi". Ottieri rifiuta la tentazione di descrivere la realtà così com'è, non sarebbe "reale", ma rifiuta anche l'estetizzazione della realtà. La terza via è la più pericolosa, ma forse anche la più feconda.


scritto da: loconews alle ore 21:41 | link | commenti (3)
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mercoledì, 27 febbraio 2008

Tricarico come modello di opposizione sociale

E' lui, questo ragazzone allampanato ed evidentemente disturbato, questo cantante emozionato e stonato, questo autore emozionante e straziante, è Francesco Tricarico detto Tricarico l'emblema della resistenza contemporanea, la materializzazione della necessità e della possibilità di opporsi all'esistente, alla banalizzazione dei linguaggi, degli sguardi, alla violenza dei codici. Vederlo caracollare a Sanremo, vederlo resistere, con noncuranza e sprezzo del pericolo, all'invadenza della pretesa comicità di Stato, alla tracotanza antica di un pippobaudo, alla finta irriverenza moderna di un pierochiambretti, vederlo resistere alle buone maniere del conformismo, che richiede continui sorrisi di circostanza e parole acquiescenti e pacche sulle spalle, vederlo tacere, smarrito, sprofondare in un mutismo ostinato e infinito, riempito da sguardi disperati e sprezzanti, tutto questo allarga il cuore, autorizza anche i più delusi e sconfortati a crogiolarsi per un attimo in un raggio di calore, di decenza, di verità.
Quale altra opposizione, quale altro antidoto si può immaginare di fronte alla volgarità usata e urlata delle battute, delle risate, delle buone maniere, dei media, dei sanremi, delle prime serate? E poi sentirlo cantare, sentire la passione che lo scuote, l'emozione che fa a pezzi la sua voce, la costringe a cambiare modulazione, a stonare così vistosamente, a raccontare di una vita che è spericolata proprio perché è fuori dalle convenzioni della ribellione, perché è nutrita di sensibilità in eccesso e disturbi della personalità, incapacità reale di adeguarsi, beh, tutto questo fa di Tricarico la persona più viva che sia comparsa in tv negli ultimi tempi e un modello di resistenza possibile al reale.


scritto da: loconews alle ore 21:33 | link | commenti (22)
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Pd, le aperture a destra e le foglie di fico

Se l'obiettivo di Walter Veltroni è quello di scrollare di dosso dal Pd anche solo il sospetto di continuismo con i Ds e con il Pci, e di accreditarsi con il mondo "centrista" e conservatore, beh ci sta riuscendo alla grande. La strategia è precisa.
1) Il Pd fa ancora lontanamente pensare al mondo del lavoro, ai sindacati, a tutto l'armamentario obsoleto e antico dell'operaismo? Si candida un drappello di imprenditori, addirittura dirigenti della Confindustria, i "padroni" (vedi Matteo Colaninno). 
2) Il Pd ha ancora nel dna la manifestazione di piazza, la protesta, il movimentismo? Si candida un poliziotto che dell'ordine pubblico ha fatto da sempre la sua bandiera (vedi Achille Serra, già Forza Italia).
3) Il Pd ha qualche residuo pudore nel richiedere misure drastiche di repressione della micro criminalità e dei fenomeni sociali a metà tra disagio sociale, malattia e crimine? Si accredita senza problemi l'idea calderoliana della castrazione chimica.
4) Il Pd fa ancora pensare alla difesa degli impiegati, del posto fisso? Si candida Pietro Ichino, che vuol licenziare i fannulloni.
5) Il Pd fa ancora rima con laicità e illuminismo? Si candidano la Binetti, uno dei Papa Boys (Andrea Sarubbi) e decine di teodem.
Poi, naturalmente, per ogni affondo nel campo nemico, ci sono le foglie di fico: l'operaio della Thyssen (candidatura ridicola se non offensiva), il sindacalista Paolo Nerozzi (ex Sd), Umberto Veronesi, qualche radicale in ordine sparso.
Veltroni dice: "L'idea che cattolici e laici non possano convivere in uno stesso partito non è di un Paese moderno". Verissimo, ma c'è cattolico e cattolico, laico e laico. La sintesi, però, come dovrebbe aver capito dall'esperienza del caravanserraglio dell'Unione, non è la coabitazione degli opposti.
michele serrapaola binettimatteo colaninno


scritto da: loconews alle ore 13:00 | link | commenti (1)
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martedì, 26 febbraio 2008

Sinistra liberale: "Madia, una candidatura che ci umilia"

E a proposito di figli di papà nel Pd, vi segnalo un intervento critico di Guido Gentile ed Emanuela Pistoia, due giovani di Sinistra liberale, corrente liberal del Pd, che fanno a pezzi la candidura di Marianna Madia, di cui avevamo parlato e che anche a Miic non era piaciuta granché:
"Cari amici la candidatura di Marianna Madia (ventisettenne figlia di attore e politico, ex ragazza del figlio del presidente della repubblica, cocca di Letta e assunta prima di laurearsi in scienze politiche ad un organismo della presidenza del consiglio, allieva di Minoli che le ha affidato la conduzione di un programma tv) come capolista del pd alla camera nel Lazio merita una presa di posizione da parte nostra. E' paradossale e per noi liberali irritante pensare di simbolizzare il dinamismo socio-generazionale e la volontà di far accedere giovani meritevoli alla politica che conta con la cooptazione di una figlia di famiglia biondina e caruccia recuperata nello stretto giro dei propri amici. La candidatura della Madia è un'offesa ai giovani studiosi seriamente impegnati (ella viene presentata come giovane ricercatrice ed economista di valore) e senza ascendenze "nobili" che spendono le proprie giornate in biblioteca, al pc o in laboratorio per 800 euro al mese di dottorato e 1000 circa come ricercatore "strutturato" di prima nomina (posizione peraltro ormai riservata a pochi eletti) e a tutti gli infiniti precari brillanti ma "plebei" di questo Paese. E' la prova di come, in questo Paese, le energie migliori, se non vengono da un gruppo già affermato, siano destinate a restare sottocoperta. E' la prova dell'insensibilità assoluta al nuovo di chi del nuovo vuole farsi rappresentanza politica. Da aderenti al pd e da liberali di sinistra chiediamo con forza di ripensare a questa candidatura che ci imbarazza e ci costringe, nonostante il momento delicato, a prendere le distanze dal "sogno veltroniano".
Emanuela Pistoia e Guido Gentile

Aggiornamento Segnalo il post di Mantellini e la reazione di Luca Sofri su Wittgenstein, che difende Marianna Madia, o meglio, attacca chi l'attacca con eccessiva disinvoltura
"Smettete di segnalarmi le varie schifezze che si vanno scrivendo su Marianna Madia o di chiedermi adesioni a proteste contro la sua candidatura. Non la conosco, so solo che è giovane, e quindi so solo una cosa che trovo apprezzabile. Cercate, se volete convincermi che sia stata una scelta sbagliata, di dimostrarmi che sia particolarmente inadatta al lavoro di deputato del centrosinistra, e cercate di farlo applicando al giudizio sulle altre scelte di candidati gli stessi criteri e lo stesso livore che applicate a questa: altrimenti sarò portato a pensare che si stia parlando solo di invidie di ragazzini. E cercate di non essere troppo stupidi - e quindi ritenere un'aggravante che una persona abbia lavorato in televisione o frequentato ambienti politici - o troppo sfacciatamente sgradevoli da usare espressioni come "cocca di Letta" o da usare come contestazione politica le relazioni sentimentali della contestata: altrimenti sarò portato a pensare che Madia sia di certo migliore almeno di voi"


scritto da: loconews alle ore 18:13 | link | commenti (28)
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FIGLI DI PAPA' RASSEGNATI

Anche Gesù però era figlio di papà

martina mondadori

A me sta cosa che "quello è un raccomandato perché è un figlio di papà" mi ha sempre infastidito. Che a me non interessa, valuto le persone, non i cognomi. Ma non vale più molto opporre il buon senso al nepotismo dilagante, alla valanga di figli d'arte che ci vengono ammaniti ogni tre secondi. E allora ecco un elenchino parziale di quelli di cui si è parlato negli ultimi giorni, candidati e no: Matteo Colaninno, Marco Alessandrini, Livia Zaccagnini, Martina Mondadori, Giuseppe De Mita, Michele Dalai, Alessandro Benetton, Rosella Sensi, Guido Barilla, Marianna Madia, Giuliano Ferrara (sì, anche lui è figlio di!). Alcuni ne dimentico di sicuro, altri si aggiungeranno. Certo, verrebbe da aggiungere, se dall'altra parte poi viene candidato uno come il generale Speciale allora ben venga la Madia


scritto da: loconews alle ore 17:18 | link | commenti (1)
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Umanisti, censure e "regalini" ai partiti

Questo mese mi assegno il Premiolino da solo, visto che per ragioni imperscrutabili non mi è ancora stato assegnato. Motivazione: "Per la straordinaria chat-intervista a un ex umanista, un articolo che illumina con coraggio e senza censure un mondo sconosciuto ai più, dimostrando il valore dei blog tanto bistrattati da Bruno Vespa".
Scherzi a parte, chiudo qui questa lunga parentesi "umanista", lasciandovi a meditare su post e commenti di umanisti. I quali mi hanno chiesto una controintervista: siccome per ora sulla rete non vale l'orrida par condicio, credo sia più che sufficiente lo spazio libero dei commenti. Usati, peraltro, del tutto impropriamente per proselitismo e propaganda, a ulteriore dimostrazione della natura del movimento.  Ancora non c'è stato uno, dico uno, che abbia risposto a quanto detto dall'ex umanista nell'intervista. Detto questo, mi sono chiesto se un quotidiano nazionale o un settimanale italiano potrebbe pubblicare un'intervista come quella e mi sono risposto che no, sarebbe impossibile. Non perché io sia più bravo o intelligente, ma solo perché i media hanno paura. Vige ormai un tasso di perbenismo, di politicamente corretto, di falsa equidistanza, di ipocrisia persino lessicale, che impedisce anche solo di affrontare alcuni temi. 
Finiti gli autoelogi, che mi fanno sempre un gran bene alla pelle, e prima di rituffarci nelle veltronate, torniamo alla "politica". Sentito di De Gregorio indagato per i 700 mila euro avuti da Berlusconi? Oggi è su tutti i giornali. Come anche la difesa di De Gregorio: anche l'Ulivo ha dato i soldi ai partitini. Lo dimostrano i tabulati, pubblici, depositati alla Camera. Nessun giornale, che mi risulti, ma posso sbagliare, li ha tirati fuori. Così come nessun giornale ha ripreso gli altri regalini berlusconiani denunciati dal senatore ulivista estero Randazzo (quello "corteggiato" da Berlusconi), dichiarazioni regolarmente uscite nelle agenzie di stampa il 18 febbraio. Non che sia reato, niente affatto, ma è sempre bene conoscere i movimenti di soldi tra i partiti. Eccoli: Azione Sociale (Mussolini): 400 mila euro; Riformatori liberali (Della Vedova) 100 mila euro), Repubblicani (Nucara) 90 mila; Liberaldemocratici (Dini): 295 mila euro (questi ultimi assegni "firmati dall'industrial Cincotti, intimo del Cavaliere".


scritto da: loconews alle ore 15:27 | link | commenti (1)
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lunedì, 25 febbraio 2008

CHAT - INTERVISTA RASSEGNATA

"Ero un umanista. Infelice. Infelice con il sorriso"

silo, a sinistra, in cile

me: Quanti anni sei stato con gli umanisti?
A.: è difficile fare il conteggio. Oggi ne ho 30. Direi dieci.
me: perché ne sei uscito?
A: per le dinamiche relazionali. Entri e ti fanno il love bombing. Tu pensi che figata ho trovato nuovi amici, ho scoperto il senso della mia vita
me: e invece?
A: dopo un po' iniziano a chiederti di portare altra gente, in gergo si dice "fare struttura". Per un brevissimo periodo, a Roma dove stavo, l'ho fatto. Ma è durato poco. Intimamente sapevo che, anche se forse era la cosa giusta per me, non lo era per altri. Ma questo l'ho capito dopo  
me: perché hai smesso?
A: 18.15 ho smesso perché le pressioni erano troppe. Il punto principale è la VIOLENZA PSICOLOGICA non è lavaggio del cervello si chiama controllo mentale la persuasione te la fa il tuo amico il tuo "orientatore", cioè il capo del gruppo che è quello che ti aiuta ti sta vicino ecc 18.16 il mio orientatore però mi faceva sentire una merda se non facevo struttura c'è questo meccanismo di senso di colpa-ricompensa
me: quella che chiami persuasione controllo mentale c'è in molti rapporti di coppia o di gruppo. E' una dinamica normale. E i
l senso di colpa è tipico della religione cattolica. qual è la differenza allora?
18.17 A: il punto è che tu piano piano per continuare a stare nel gruppo ed essere approvato dagli altri cominci a convincerti di cose in cui in realtà non credi
me: per esempio?
A: per esempio silo, il fondatore, ha detto che lui sa che non tutto finisce con la morte e non dice esplicitamente che è andato nell'aldilà ma dice che ha esperienza della trascendenza 18.19 vabbe' a me è sempre sembrata una cazzata però le critiche e il dissenso non le esprimi perché le voci critiche vengono screditate o neutralizzate. Oppure resti nel gruppo ma fai la parte del rompicoglioni
me: poi?
18.20 controllo dell'informazione. in realtà non si sa un cazzo di silo tutti le info su di lui vengono dall'interno si sa che era un cattolico prima 18.21 ma se tu cerchi la sua biografia non c'è niente
questo secondo me è voluto per alimentare il mito di silo
me: un po' come con ron hubbard?
A: recentemente silo si è implicitamente paragonato a gesù cristo
me: c'è il culto della personalità?
A: di brutto 18.22 quelli che vogliono far vedere quanto sono siloisti lo chiamano il "Negro"
me: perché?
A: è il suo soprannome in argentina il nero perché è un po' scuro di pelle. il culto è fortissimo 18.23 si raccontano leggende su silo aneddoti di gente che ci ha parlato e che gli ha chiarito tutti i dubbi  
me: è vivo silo?
A: sì sta in argentina e ha un'azienda agricola ha moglie e due figli
me: ti hanno mai chiesto soldi?
A: sì, c'era l'autofinanziamento semestrale
18.24 me: di quanto?
A: fino a poco tempo fa erano 60-65 euro si chiamano collette un quarto resta al gruppo tuo ecc. ecc.
me: è poco
A: sì è un movimento povero ma questo per me è ancora più pericoloso perché mentre in scientology li capisci subito qui no sembra una roba tutta a fin di bene
me: e invece? Volere la pace nel mondo e la bontà sono cose belle, che c'è di male?
18.26 in realtà è un movimento costruito per alimentare il culto di se stesso, non è quello l'obiettivo
cioè sono tutti in buona fede gli umanisti 18.27 per questo commentano così
me: che male c'è allora?
A: è importante scrivere che sono in buona fede, davvero. Io per miei ideali 18.31 credo che si possano fare battaglie sociali creare movimenti d'opinione su alcuni temi. il punto è che umanizzare la terra è una cagata pazzesca piena di contraddizioni 18.32 2. non credo che una filosofia o un movimento possano spiegarti il mondo
me: c'è un integralismo del pensiero che sfiora il fanatismo?
A: no no, che sfiora, negli ultimi due anni l'ha proprio abbracciato il fanatismo. E poi tu entri per alcune ragioni ma poi ti senti infelice. un infelice sorridente
18.34 me: ora sei felice?
A: ora sì, alti e bassi ma mi sento molto meglio perché sono uscito dall'incubo
me: sarà perché hai abbracciato il pd?
A: ahahaha
me: è stato difficile uscire?
A: sì ci ho messo anni un po' alla volta 18.35 mi sentivo in colpa mi sentivo di essere egoista
me: anche adesso ti senti in colpa a parlarne?
A: no io ora vorrei far uscire le persone che ho fatto entrare io mi sento in colpa per quelle persone
che si perdono il mondo che c'è fuori dalla setta
18.36 me: non starai esagerando?
A: no
me: in fondo per anni sei stato umanista e hai vissuto il mondo
A: io sì perché intanto studiavo avevo amici e fidanzate che non erano umanisti ma per molte persone gli unici rapporti sono all'interno del MU e le pressioni sono fortissime 18.37 c'è come una gara a chi è più umanista dell'altro
me: E' una religione?
A:  ufficialmente no è un movimento politico-sociale culturale il punto è che ora silo che è vecchio e tra poco morirà vuole lasciare il mito di se stesso e sta fondando una religione "il messaggio di silo" lui è il messia ma non lo dice.
me: si prega?
A: no, non c'è un dio il dio è interno!!!
me: si fa meditazione?
A: si fanno meditazioni sì ma qui vorrei precisare una cosa di per sè 18.38 la meditazione non è una cosa negativa è una pratica che a me piace per esempio il punto è lo scopo della meditazione si facevano e si fanno ancora ritiri in montagna dove si facevano meditazioni e una specie di yoga che si chiama esperienza di forza 
me: è una setta?
A: per me sì. e anche in francia li considerano tali.
me: ma pensare pensano?
A: c'è una gerarchia rigidissima e il pensiero di silo non viene mai messo in discussione. il pensiero critico e razionale è screditato, sottovalutato. l'enfasi è posta sul sentire, sulle emozioni, sulla spiritualità.quindi se io faccio una critica mi viene risposto, per esempio, di superare le mie "credenze" che sono quelle inculcate dal "sistema" (il nemico numero uno, imprecisato assetto socio-economico-politico). in ogni caso chi sta sopra di te è più saggio perché ha fatto più "lavori personali" (tipo esercizi di psicologia, meditazioni ecc.). una cosa che si dice per scherzo (ma non tanto) è: quello è un intellettuale
(in senso negativo).
me: gli intellettuali sono pericolosi! ma a parte questo...
A: perdi il contatto con la realtà. tutto deve essere misurato e valutato con i parametri che apprendi lì dentro, persino con un lessico specifico. es. il Sistema, la coerenza (tra quello che senti e quello che fai) ecc. anche un film! è umanista se ha un "messaggio positivo, di cambiamento, rivoluzionario"....
me: c'è qualche elemento "magico"?
A: c'è sempre stata questa componente di esoterismo, ma non a tutti viene spiegata, solo ai vertici. questa cosa mi ha sempre inquietato. anche perché è volutamente lasciata nel mistero. io so solo che fanno dei gruppi di alchimia, robe così, e poi "discipline" tipo la forza (che sono lavori sull'energia tipo yoga, una cosa che se non è controllata e diretta bene, a uno con problemi lo devasta, per dire
me: diranno che parli male degli umanisti perché ne sei stato escluso, perché non riesci a credere in te stesso
A: certo questo è l'argomento preferito, quando ero dentro e qualcuno usciva si diceva che era un risentito io sono di certo un risentito per loro
me: e non è vero?
a: no non è vero. sono tutte persone in buona fede ottimi amici brave persone solidali, solo che sono cadute nel tranello.
me: che sentimenti provi nei loro confronti?
A: strano per un po' ho cercato di evitarli perché mi ricordavano anni della mia vita "rovinati"
è brutto dirlo ma mi fanno pena. E per i miei amici sono preoccupato
me: E l'aura? ti piace?
A: mah sì è carina
me: allora pace forza e allegria
A: grazie.


scritto da: loconews alle ore 19:02 | link | commenti (16)
categorie: interviste

Umanisti buoni (ma anche incazzati)

 

l'aura!Record! Già, ma perché? Sr fa il pieno di contatti e mi stavo chiedendo se è vero amore. Ho ipotizzato torme di cattolici incazzati convergere sulla diderottiana lista prezzemolo. Oppure cinefili incalliti e incantati dall'inclusione de "La terra trema" nei dieci film italiani preferiti da Sr. E invece no. E' il popolo degli umanisti che, vilipeso e offeso, ha deciso di sferrare una controffensiva mediatica. Perché non è piaciuto il post su L'Aura, la cantante che distribuisce i palloncini della pace e che andrà a Sanremo con i "supporter umanisti in borghese". Sette messaggi anonimi di seguito in poche ore per dire che gli umanisti sono buoni. Un passaparola che ha funzionato, visto che il post è di giovedì e che di umanisti non c'è stato traccia fino a ieri sera. Il comment bombing è andato a buon fine e noi qui non ce ne laviamo le mani. Vogliamo far vedere come sono buoni ma anche stronzi, come spiega uno di loro che riporto qui (non si dica poi che Sr censura). E, mi raccomando, pace, forza e allegria. (se poi l'Aura, cogliendo il suggerimento di Adlimina, volesse concedersi un'intervista rassegnata ne saremmo lietissimi).

a me sembra una chiesa, ma le apparenze ingannano (sì?)"Ciao, io sono un umanista, non mi sono mai definito "buono", anzi forse delle volte sono anche un po' stronzo... Odio le sette e mi piace definirmi uno spirito libero... ma sono umanista e per questo nonviolento, perché è questa la filosofia che diffonde il Nuovo Umanesimo, LA NONVIOLENZA e la lotta contro la SOFFERENZA. Come in tutte le organizzazioni e movimenti il Mov. Umanista è popolato da persone più o meno "convinte", a volte è facile imbattersi anche in degli "INVASATI", persone che alla fine non hanno nemmeno le idee chiare su quello che stanno facendo, ma lo fanno (di solito sono persone che durano 6 mesi nel Movimento, poi se ne vanno sconsolate - sono questi quelli che poi rimangono delusi e fanno i siti "contro"). Quello che posso dirvi è che, egoisticamente parlando, il Movimento Umanista mi ha aiutato a "smussare" gli spigoli del mio carattere, insegnandomi a vivere e ad agire con meno pregiudizi e di conseguenza MEGLIO senza farmi lavaggi del cervello in stile Dianetics o inclucandomi strane filosofie orientali o esotiche. Non credo assolutamente a storie di soldi pubblici spariti, proprio perché uno dei capisaldi del Movimento è quello di non voler ricevere fondi da enti statali, comunali, CDZ o altro; ci si sostiene solo con un autofinanziamento e le attività di quartiere sono finanziate da spazi pubblicitari di parrucchieri, panettieri e altri negozi di quartiere pubblicati sui nostri Giornali Umanisti di zona. Se L'Aura ha scritto questa canzone ispirandosi alle parole di Mario Rodriguez Cobos (detto Silo) ne sono più che felice. C'è un forte pregiudizio da parte di tutti (specialmente da parte dei media) nei confronti di tutto quello che non è "istituzionalizzato" come le religioni "ufficiali" o verso chi non adotta il cosiddetto modo di pensare "stabilito" (stabilito da chi? ma mi faccia il piacere!!!), quindi avere uno spazio a San Remo è una magnifica conquista. Purtroppo è risaputo che si denigra e critica aspramente ciò che non si conosce, io consiglierei PRIMA di fare 4 chiacchiere con un Umanista vero... Il discorso della presentazione del simbolo del PU alle elezioni è un po' uno dei motivi per cui molta gente ci evita e ci critica... sono convinto che comunque certi argomenti (la nonviolenza, la lotta all'isolamento, alla sofferenza, la nondiscriminazione, la democrazia reale, la responsabilità politica) devono essere portati anche nei luoghi dove si decide l'avvenire di un paese... solo un piccolo particolare: Beppe Grillo ha presentato le firme per il "parlamento pulito", sulla responsabilità politica, nessuno sa (anzi, nessuno lo dice in giro) che il Partito Umanista, negli anni '90 raccolse 50000 firme (senza blog e appoggi di nessun genere) per presentare una legge sulla responsabilità politica, ovvero: se non fai il tuo dovere VAI A CASA, LICENZIATO!!! Ne avrei da dire sul Movimento Umanista e solo cose BUONE, chi ci critica è perché non sa.
Pace Forza e Allegria a tutti voi!
Un Uomo "buono", a volte un po' stronzo (con chi se lo merita) "


scritto da: loconews alle ore 15:59 | link | commenti (3)
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"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini

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Virginiana Miller - feb '07
Ardecore - marzo '07
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Thomas O' Malley - genn '08
L'umanista infelice - feb '08

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