SEGNALAZIONI RASSEGNATE
Facile farsi piacere i film o i libri: ma la vita?
Maggio è il mese della Madonna e di forsennate uscite librarie per catturare i lettori estivi, scrive Camillo Langone. E anche i critici non scherzano. Sul Magazine si segnala, sbadiglione, il solito Antonio D'Orrico che nella sua serialità stucchevole ha scovato un nuovo erede di Roth, tale Gaetano Cappelli da Potenza che ha scritto un romanzo dal titolo wertmulleriano: "Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo". Cappelli sul Magazine si fa fotografare su una Citroen Ds cabriolet e ha una pochette rossa. Tanto basti.
Il Foglio di ieri, invece, segnalava un nuovo eroe, anzi antieroe, che sarebbe l'antitesi del giovane Holden, che l'anonimo autore non ne ne può più del laghetto, dell'infanzia schifa e compagnia bella, e invece ecco James Sveck, protagonista del romanzo di Peter Cameron
"Un giorno questo dolore ti sarà utile". Cameron, invero, sembra più promettente, se non altro perché non abbiamo visto sue foto in pochette. Dice cose come: "E' facile farsi piacere i libri e i film, più difficile farsi piacere la vita". Oppure: "Le persone parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti". Vien voglia di leggerlo.
Chi non ha tempo da sprecare è l'inarrestabile Langone. Che sul Foglio fa un esperimento: per sapere come uno scrittore usa la lingua e il cervello, dice, bisogna leggere cento pagine (troppe); oppure il suo stato di famiglia. E così l'aristocratico Camillo tira su il telefono, s'immagini qui un apparecchio a muro nero di quelli dei film di Camerini, e chiede numi agli scrittori su come hanno chiamato i figli. Un paio di "cazzi miei" (Veronesi e Albinati), qualche risposta banale e una carina. Di Salvatore Niffoi che, dice Langone, "mi fa pentire di averlo snobbato": "Caro Langone, da noi si usa ancora pesare gli antenati, onorandoli con il nome dato ai nipoti o ai pronipoti. Il primo figlio si chiama Emiliano, in ricordo della buonanima di mia madre Emilia. Gli altri due hanno nomi biblici, Marco e Davide. L'ultima, la femminuccia, l'abbiamo chiamata Cristina e il nome lo abbiamo scelto insieme ai miei suoceri Benito e Regina. Visto che ci sembrava autolesionistico immolarla anagraficamente alla dittatura o alla monarchia sin dalla nascita, questa soluzione condivisa ci è sembrata la migliore. Saludos barbaricinos".
Michela Brambilla, minigonne addio

Michela Vittoria Brambilla al Corriere della Sera: "Non sono per niente seduttiva. Faccio fatica anche a trovare il tempo per una ceretta alle gambe. E quanto alla minigonna...lasciamo perdere. Ormai la metto sempre meno"
Il miglior politico di sinistra? Prodi
Romano Prodi è di gran lunga il politico più lucido e serio del centrosinistra. Leggete l'intervista di oggi a Massimo Giannini, di Repubblica, leggetela prima di rabbrividire e di indignarvi. Lo so che non è popolare parlare bene di Prodi, che non piace al nuovo conformismo presunto riformista e modernizzatore, ma neanche a quello populista. Il nuovo qualunquismo di sinistra lo prende amabilmente per il culo, quando non arriva a disprezzarlo e a considerarlo il precipitato di ogni mediocrità. E' vero, Prodi balbetta, non dice due parole di seguito, si lascia andare a frasi infelici ("l'italia è impazzita"), fa spesso e volentieri errori politici.
Ma come si fa a non solidarizzare con lui quando a chi lo rimprovera dice: "Ma io sto governando l'Italia, mica la Francia! Noi abbiamo un debito pubblico al 106 per cento del Pil, un'evasione fiscale indecente, una crescita insufficiente, una produttività bassa, una carenza di infrastrutture. E come se non bastasse, un sistema politico frammentato e una legge scandalosa, che ha acuito le divisioni dei partiti. Se nel Paese c'è la coscienza civica di tutto questo, possiamo farcela. Altrimenti avanti un altro".
Che meraviglia. Provate a confrontarlo con Rutelli, il furbo che avanza, con l'ostia sulle labbra. O con i nuovi sindaci, quelli che piacciono tanto, quelli pronti a urlare legalità e sicurezza, a brandire le parole d'ordine della destra, a compiacere gli istinti più beceri. Prendete Chiamparino, che al Corsera spiega che "la sinistra non sa più bene che cosa è", perché "dice che non bisogna sanzionare i drogati e poi combatte contro l'alienazione e le dipendenze". Ah, è una contraddizione? Non mi pare. O è meglio Cacciari, che spiega come "Prodi è politicamente finito, come Berlusconi". Bello, molto d'impatto.
Se il nuovo che avanza, a sinistra, è questo, meglio, molto meglio Prodi.
Ps. Vabbè, si faceva anche un po' per provocare, che Prodi ci fa incazzare un giorno sì e uno no. Però è colpa dell'intervista, dà un vero godimento leggere il Prodi incazzato, che non si giustifica ma attacca, che riconosce onestamente gli errori e che non cala le braghe, che non fa il furbo. Insomma, che non fa l'italiano medio, opportunista e vigliacco.
Il neo orfismo mi è andato in sbatti

Poi dici che la blogosfera è una cazzata, una perdita di tempo, inutile onanismo ombelicale, ricettacolo di volgarità e neogiovanilismi. Prendi questo post: 170 commenti e quasi una rissa su Milo De Angelis, con tanto di dibattito acceso su neo orfismo e incanalizzazioni.
(a proposito, per me Milo De Angelis è un grandissimo)
Il "penetrativo elemento" di Isabella Santacroce

Massimiliano Parente-Serpente, che come Camillo Langone, è di una supponenza insopportabile, e scrive cose spesso fastidiose, è anche piuttosto divertente. Oggi, su Libero, giornale che gli si addice, se la prende
con Isabella Santacroce, che all'epoca mise un annuncio sul suo sito: "Volete passare un'ora con me in una stanza? Pagate!!. Lui ha scritto (noi pure) e quella gli ha risposto "con te mai". Lui se l'è presa: "Se una si prostituisce fa bene, ma discriminare così sui clienti è da stronze". Parente comunque prova a farsi mandare il nuovo libro "V.M 18" dalla casa editrice, che comprarselo non si addice a un critico, e gli risponde l'ufficio stampa della Fazi, Martina Donati: "No Parente, intendiamoci, dipende da come ne scrivi, se è per prenderla per il culo, non ti mando un bel niente". Pessima prova da addetta stampa. Seguono infatti due pagine di presa per il culo della collezione di avventure sadomaso, di cui si riportano frasi così: "Undicenne, sentii il bisogno d'inserire nei miei voluttuosi giochetti un penetrativo elemento", "sgorgava dall'orifizio del glande un liquido viscido che m'umettava la lingua", "usavo titillarmi la fichetta".
Io come gggiovane

In questa corsa ridicola al gggiovane nel Comitato per il Partito democratico, con Luca Sofri che sponsorizza se stesso e uno che giovane non è stato mai, Pierluigi Diaco, si inserisce la giusta protesta di Brodo Primordiale, che reclama qualche posto per i mancini, che sono 31 milioni e non sono rappresentati. E poi c'è la proposta del deputato Margherita Roberto Giachetti, che siamo sicuri essere anche questa uno scherzo, cioè un comitato tutto under 40 con autocandidature e voti via mail e telefono da domani fino al 9 giugno. Sarà composto di 20 persone, metà donne e metà uomini, non si sa se mancini e di che fede calcistica.
C'è di buono che Giachetti ha 46 anni e non si può candidare.
IL PUNTO
Elezioni, decisive Verona e Genova
Dice Berlusca che se vince di dieci punti nel conto totale dei voti, sale al Quirinale (e mi sa che non scende più). Ma la verità è che se oggi la Cdl si riprende Verona (Tosi è a cavallo del 50 per cento nei sondaggi), Prodi dovrebbe cominciare a preoccuparsi. E se conquista pure Genova (ma qui Musso è indietro, anche se in forte recupero), dovrebbe seriamente pensare a fare le valigie. Peccato, sarebbe stato divertente vedere i cani antidroga della Turco azzannare qualche ragazzino con la canna nei cessi delle scuole medie.
UPDATE Dunque, Genova rimane al centrosinistra e Verona va al centrodestra. Il governo resta dov'è. E anche la Turco
Tranquilli, nel resto del mondo non è successo nulla

Quando si dice la sobrietà dell'informazione.
Corriere.it alle 18 riportava di seguito le seguenti "notizie": "Rapina in casa, uccisa donna incinta"; "Roma, donna uccisa, fermata la figlia"; "Moglie con amante, marito la uccide"; "Aquila, uccide figliastra e si suicida"; "Nota su faccia del bimbo, indagata"; "Biella, ragazza ancora sfregiata". Poi un intermezzo su Visco e ancora: "Madre dimentica figlio di 5 anni in auto": "Morto; caldo e anziani, a rischio 20 per cento degli over sessanta".
A quel punto ho spento il Pc, acceso il condizionatore, serrate le porte e tirato fuori il kalashnikov.
La "famiglia" di Mieli e la nuova Tangentopoli

Sostiene Paolo Mieli, in una lunga e inusuale intervista a Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, che il Corriere non è un partito ma una famiglia. Che si rischia l'implosione del sistema. Che i tecnici non salveranno la politica. Che non crede al taglio delle ali estreme. Che il bilancio del governo Prodi è negativo e "non basterà un cambio di governo". Che Montezemolo è equidistante e ha fatto una critica viva e puntuale. Sansonetti dubita e dice che la "borghesia" ha un piano per spartirsi il Paese e che il Corriere ne fa parte e che questo suo martellare sul ritorno al '92, a Mani Pulite, è sospetto. Mieli dice che no, che assolutamente no, che il cambiamento lo devono guidare i partiti e non le procure. Che il Corriere è solo una famiglia (di fatto). Intanto il Corriere, con uno dei fratelli maggiori, Dario Di Vico, saluta l'intervento di Montezemolo e della "nuova borghesia". E in prima pagina gli fa eco Casini che dà il suo "benvenuto" a Montezemolo, che "colma un vuoto".
La sensazione è che sta per succedere qualcosa. Del resto ieri Sergio Di Gregorio, uno che ha i suoi informatori anche dove non dovrebbe, e che di queste cose se ne intende, lo dice chiaro e tondo: "E' in arrivo una nuova stagione di Tangentopoli".
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
Virginiana Miller - feb '07
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