INTERVISTA ESCLUSIVA
NON VOGLIO CHE CLARA
"Basta Mp3, comprate il vinile"

La prima volta li ho visti per caso, il 17 giugno del 2005, al "Mi ami"di Milano, il festival della canzone indipendente all'ex psichiatrico Paolo Pini. Luogo evocativo, pini, salamelle e follia. Era una serata elettrica, temporale in arrivo, vento a mulinelli. Un tizio magrissimo, con il volto drammatico, se ne stava accucciato, in mezzo a un'architettura di tubi, sullo sgabello di un pianoforte. Si curvava ritmicamente sulla tastiera, oscillando in un movimento quasi autistico. La mia amica V., alla prima canzone, ha un mancamento e mi annuncia il suo imminente suicidio. Io mi guardo intorno annusando il vento e scuoto la testa. Alla seconda canzone, scorgo un impercettibile baluginìo negli occhi dell'amica, che sembra riprendere vita. Dopo d'allora, il buio. Me ne resto lì ipnotizzato, con il cervello invaso dal silenzio e dal suono ossessivamente dolce di quel pianoforte e di quella voce.
Questo è stato il primo impatto con i Non Voglio che Clara. L'ultimo è qui sotto, con Fabio de Min, corpo e mente di quel pianoforte, di quella voce.
STAMPA RASSEGNATA (SR) Leggevo da qualche parte uno sfogo del vostro discografico, disperato. Riporto a memoria: Fabio è bravissimo, un genio, ma non c’è verso di fargli scrivere una canzone che possa fare il botto, una di quelle con il ritornello e tutto.
FABIO DE MIN (NVCC) Conosco un tizio che al primo appuntamento con la sua ragazza la porta in gelateria a prendere un gelato. Per i sette anni successivi all’incontro la coppia andrà in gelateria tutte le domeniche, lui convinto di far piacere a lei (“d’altra parte è cosi che l’ho conquistata”) e lei di farlo a lui (“mi ha portata subito in gelateria vuol dire che ama il gelato”)… in realtà ad entrambi il gelato fa schifo. Per lo stesso motivo non abbiamo ancora scritto un brano radiofonico, pensavamo che ai nostri discografici piacessero i Lambchop e Fred Buongusto.
SR Ecco. A proposito, siamo alle solite. Un disco magnifico, Hotel Tivoli. Un secondo disco bellissimo, uscito nel 2006 ed esaltato anche da qualche nome noto (?), tipo Luca Sofri e consorte. Ma il botto non l’avete ancora fatto. Perché? Che si fa? E' un mondo malvagio?
NVCC E’ un mondo in cui la tv, più che la radio, ha un'ingerenza importante sul mercato dei “beni di lusso”. Cosi “il fare il botto”, che dovrebbe essere un'espressione divertente, diventa in realtà una vera necessità perché il mercato di mezzo non esiste, praticamente. Non esiste una realtà, una struttura promozionale che stia a metà fra la distribuzione indipendente e le major. E questa cosa determina tutta una serie di scelte e di meccanismi con i quali ti devi scontrare. Come il “fare il botto”. Potrebbe diventare necessario addirittura per la sopravvivenza. Oppure ce ne fregheremo altamente e torneremo a fare i dischi nel dopolavoro.
"L'ultimo disco? Ho guadagnato qualche migliaio di euro"
SR Quanto hai guadagnato con l’ultimo disco? Non essere timido eh.
NVCC Qualche migliaia di euro.
SR Mhh. E quindi come sopravvivi? Sei ricco di famiglia o lavori?
NVCC Ehi! Il tuo “e quindi come sopravvivi” suona prevenuto e irrisorio. Sopravvivo con la musica…per ora.
SR Che carattere. Ma non vi sentite un po’ snob con tutte queste sonorità fuori moda?
NVCC Assolutamente no. Le sonorità fanno parte di un'evoluzione artistica lunga e naturale e non è dettata né da pose, né da decisioni prese a tavolino

"Neoromantici? Sì, ma Iglesias non c'entra"
SR Secondo me siete neoromantici. E desueti. Non è bellissimo essere desueti?
NVCC Neoromantici significa che siamo i nuovi romantici? tipo gli eredi di Christian e Julio Iglesias? Direi di no. Oppure Neoromantico significa che un nuovo concetto si sostituisce al vecchio concetto di romanticismo? Perché ci potrebbe stare. Ma se fossimo davvero desueti, da domani non venderemmo più un disco.
SR Siete usciti con "Bene", cover di De Gregori, una delle canzoni più belle e meno note del nostro. Metti che uno non sa cos’è il formato “Vinile 7” e vuole ascoltarvi. Che fa?
NVCC Lo compra e va da un amico con un giradischi. Oppure se lo fa prestare.
SR Sì, ma qui scarseggiano i giradischi e poi certo il vinile e bla bla bla, ma è anche un po' uno sbattimento. Un mp3 da qualche parte non lo si può raccattare?
NVCC No, non esistono copie su formato digitale, neanche a livello promozionale. Distribuirlo in digitale toglierebbe un po il senso al vinile, no? Troppo comodo.
"Cantanti da brividi? L.A. Maverick, David Yow e Tom Barman"
SR Senza pietà. Vabbè. Senti questo elenco: Tenco, Battisti, Paoli, Bacharach, Phil Spector, Baustelle. Lo so, non se ne può più, non ve li chiedo prorio i vostri riferimenti musicali, non li voglio sapere. A me però fate venire in mente Nick Drake ed Elliott. No?
NVCC Nick Drake è una passione giovanile. Elliott Smith o Thomas Elliott? Li conosco entrambi ma… influenza direi di no.
SR Tre cantanti che ti fanno venire i brividi
NVCC L.A. Maverick, David Yow, Tom Barman.
SR Uno su Internet ha scritto così del vostro primo disco: carineria artigianale. Viene voglia di mettergli le mani addosso.
NVCC Sicuro fosse uno? Un uomo intendo...
SR Non saprei. Ho capito, qualche amante delusa. Parliamo dei disegni nel vostro disco, bellissimi, li fa Roberta Zaetta. Chi è costei?
NVCC Un'artista di Padova con molto talento. E una nostra amica.
SR Alla domanda a cosa pensi quando pensi a qualcosa di bello, tempo fa hai detto: “Golden Slumbers" dei Beatles. E la frase: "Once there was a way to get back homeward”. A che pensi quando pensi a qualcosa di brutto?
NVCC Alle cose che ho lasciato indietro.
SR Il Nord-est, diciamocelo, fa un po’ schifo. Ricco e ignorante, razzista e disperato. Nel migliore dei casi. Come fate a viverci?Se ci riesci, dicci qualcosa di buono del Nord-est e dei veneti.
NVCC Le emozioni negative a volte diventano utili nel momento in cui le trasformi in energia positiva. Ho molti amici qui, ho imparato a distaccarmi da tutto ciò che non mi piace e a tenere con me solo le cose che ritengo importanti.
SR “Un giorno come questo” è bellissima e ipnotica. La frase: “Arrivare fino a maggio e non avere poi i coglioni”, potrebbe uccidere un elefante. Tra l’altro, maggio è in arrivo. Come siamo messi?
NVCC Ho ancora molte energie da spendere prima di maggio. E qualche freccia al mio arco.
SR Nel “Nastro Rosa” non ci ho mai capito nulla. Va bene che è un’altra cosa, ma chi diavolo è Rosa? E che rapporto ha con Sara che si sposa?
NVCC Con “rosa” mi riferisco principalmente al colore. Ma suggerisco anche altre letture.
SR La cosa del nuoto e dei tuffi olimpici, tutta quella poesia acquatica lì, è meglio della torta di mele di mia nonna (una delle migliori d'Europa). Come vi è venuta in mente?
NVCC Non me lo ricordo. Era qualcosa di erotico comunque.
"Sirya? Abbiamo avuto una storia con lei. Ma lei non lo sa"
SR Una mia amica mi ha detto: bellissima "Le Paure", mi hanno colpito soprattutto i silenzi. (è un complimento, pensa che qualcuno ha parlato di "tremori sonici"...)
NVCC Bella lettura. Capita che dal vivo esegua tutta la prima parte senza la musica. I silenzi hanno un ruolo fondamentale nelle conversazioni, nella scrittura, nella musica, sono come il buio per la luce.
SR Syria ha cantato nell’ultimo disco. Chi di voi ha avuto una storia con lei?
NVCC Tutti e quattro. Ognuno nel proprio bagno di casa, ma lei non lo sa.
SR Non saremo certo noi a fare la spia. Capito Syria? Per l’Oriundo ti sei ispirato, pare, a Sudamerica di Conte. Vero?
NVCC Direi che mentre stavo scrivendo l’Oriundo mi è venuta in mente Sudamerica, ma il pensiero non è bastato a farmi desistere dalla scrittura.
SR Per che partito hai votato alle ultime elezioni? Se non mi rispondi, ti denuncio.
NVCC Rifondazione Comunista.
SR Ti piacciono, leggo, Dick, Fante, Scott Fitzgerald, Pavese, Hemingway, Boll (Boll!). Non sarai mica un intellettuale?
NVCC Spero di no. E fortunatamente nessuno mi tratta come tale.
"Leggo Bukowsky. E voto Rifondazione"
SR Il libro che ti ha cambiato la vita?
NVCC “Storie di ordinaria follia” di Charles Bukowsky, quindici anni fa.
SR Questa la facciamo a tutti: cosa pensi di Tiziano Ferro?
NVCC Che scrive bene, per essere un Tiziano Ferro.
SR Anche questa la facciamo a tutti: i Baustelle ti stanno sui coglioni?
NVCC Assolutamente no! “La malavita” è un bellissimo disco.
SR La vostra canzone definitiva, ai tempi del primo album, era "Quello con la telecamera". E ora?
NVCC Sempre lei, ma mi pare di intravedere qualcosa di ugualmente importante fra i nuovi brani per il prossimo disco.
"Cary Grant? Va in Brasile a cercare Elena"
SR State registrando?
NVCC Ancora no, si va in sala in autunno
SR Se ti dico “letargo dei sentimenti” cosa mi dici?
NVCC E’ uno dei mood che sfiora le tematiche del nostro secondo disco e che, da quanto mi par di capire dal materiale che ho scritto finora, ritornerà prepotentemente anche all’interno delle tematiche future.
SR Cosa ti ha emozionato di più di recente?
NVCC Le parole di una mia amica.
SR Dimenticavo: Cary Grant, poi, perché diavolo se ne vola in Brasile?
NVCC Perché va a cercare Elena, preoccupato per le sue condizioni.
SR Stupido io a non capirlo. Concludendo, a quale artista o band vorresti cedere il testimone?
NVCC Per ora a nessuno, siamo venuti per restare.
SR Su Stampa rassegnata? Volentieri, ma si diceva per la prossima intervista qui. Un gruppo, un cantante. Vabbè, inutile chiederlo, tanto poi facciamo di testa nostra.
Ora potete dare un'occhiata al sito dei Nvcc e al loro My Space, dove si può ascoltare la straordinaria Festa No 4. E poi magari fare un salto sull'Aiuola, la strameritoria etichetta discografica "piccola ma curata", dove potete acquistare per 7 eurini il vinile di "Bene". Altro che Mp3. E buon ascolto.
DOMANI INTERVISTA SU STAMPA RASSEGNATA
Non voglio che Clara
Sono appena usciti con un vinile 7 pollici, insomma un 45 giri, con una cover di "Bene", di De Gregori e "Non torneranno più". Non la conoscete, "Bene", ed è molto male, perché è una delle sue più belle canzoni, del De Gregori che non aveva ancora fatto pubblica e disdicevole abiura al Vigorelli per quel capolavoro troppo poetico di Rimmel. A reinterpretarla sono i Non voglio che Clara, la miglior band italiana in circolazione, a parere di Stampa rassegnata. Malinconia a fiumi, pianoforte che fa vibrare i bypass, silenzi dissonanti, una spruzzata d'ironia. Tutto questo perché siamo lieti di annunciare che domani, se tutto va bene, potrete leggere su Stampa rassegnata l'intervista a Fabio De Min, equilibrista della pausa e anima stropicciata dei Non voglio che Clara.
L'intervista: in rete venerdì dalle 17
"Ridateci Ramat"
Gordana Tanaskovich, 41 anni, anestesista veterana dell’ospedale di Emergency: "Ha messo a rischio la sua vita. Lo ha fatto per salvare Gabriele Torsello. Lo ha rifatto per salvare la vita di Daniele Mastrogiacomo. Risultato? Adesso sta in galera. Assurdo. E nessuno di questi signori, liberi grazie a lui, che alzi la voce per chiedere la sua liberazione. Sarebbe il minimo, no? Ma la cosa più vergognosa è il disinteresse del mondo politico e mediatico italiano su questa vicenda: ennesima dimostrazione che la vita di un afgano non conta nulla in confronto a quella di un occidentale. Anche se l’afgano in questione ha rischiato e sta rischiando la sua vita per salvare quella di due occidentali”.
Storia di Rahmatullah Hanefi, raccontata da Enrico Piovesana, e dai suoi amici dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Afghanistan. Tra tanti caveat e cavilli, la storia di un uomo
Vallettopoli siamo noi

Né con Facci, che se la prende con Woodcock, come se la prese ai suoi tempi con Di Pietro. Né con Leonardo, che se la prende con il direttore di Facci (Belpietro), che rimesta nella merda "senza avere neanche la dignità della mosca stercoraria".
A noi non interessano né il letto di Aida Yespica, né "le deviazioni stradali" di Sircana. Interessa quello che è diventata l'Italia, cioè noi. Interessa se il portavoce del governo è ricattato o concretamente ricattato. Interessa se il presidente del Consiglio paga il pizzo a una banda di taglieggiatori per ritirare delle foto. Interessa capoire come è possibile che un uomo, Fabrizio Corona, avesse materiale per ricattare mezzo universo politico-mediatico. Interessa sapere di un politico che conduce una battaglia sporca contro i Dico, alleato con i clerico-fascisti e con chi nell'Unione definisce i gay dei "deviati". Intereressa se poi lo stesso politico che si batte contro la droga trascorre allegre vacanze con i trans, sniffando cocaina. Interessa capire come un uomo come Lele Mora possa costruirsi dal nulla un impero, che coinvolge il mondo dello spettacolo, dello sport e della politica, ovvero tre settori chiave della vita italiana. Interessa capire come sia possibile che a Milano un'intera zona, Corso Como e dintorni, sia finita nelle mani dei gestori di tre discoteche, che impongono prezzi, gestiscono licenze e distribuiscono cocaina, imponendo un sistema paramafioso e un modello di vita. Così come interessava capire come e perché per fare carriera in Italia, e forse solo in Italia in questo modo, le donne devono darla via ad addetti stampa di politici e conduttori televisivi. Così come interessa capire come sia possibile in Italia che il capo di un partito dia 70 miliardi al capo di un altro partito per allearsi con lui, con un patto garantito davanti a un notaio che prevede anche il nome del ministro dell'Economia.
Non ce ne frega un cazzo di Aida Yespica? Verissimo. Si poteva fare diversamente? Certo. Si è sbagliato? Spesso. Qualcuno ha esagerato e deve pagare? Può darsi. Detto questo, qualcun altro ha mosso un dito per portare alla luce questa rete di ricatti in cui è avvolta l'Italia? Non pare. E dunque rimane un punto fermo: queste inchieste, magari, sono eccessive e violano la privacy. Ma non sono irrilevanti.
IL VIDEO DEL TRANS E DELLA COCAINA
Non è Martuscello. Ecco perché non si può dire chi è

Silvio Berlusconi e Antonio Martusciello
Il punto è questo. Il nome che c'entra e che non si può fare, pena querela, continua a non potersi fare e forse non si potrà mai fare. Perché la Leila Virzì potrebbe non dire nulla a Woodcock, nonostante gli annunci ai giornalisti dei giorni scorsi, fatti anche tramite il suo avvocato. Il motivo per cui tutti sanno e nessuno pubblica è proprio questo: manca un verbale. La Virzì non è mai stata sentita dai magistrati e quindi la storia del video, del trans, del politico che sniffava cocaina da un piatto d'argento, resta senza concretezza. L'avvocato, come scriveva ieri Grignetti sulla Stampa, aveva annunciato venerdì che la sua assistita Leila era già stata convocata. E' il motivo per cui i giornali hanno scritto del video, pur senza fare il nome. Ma la circostanza era falsa. Tanto che Woodcock si è fortemente infastidito e ha, successivamente convocato la Leila. Che però si è presa paura. Perché l'avvocato si è inventata la convocazione? Per difendere la sua assistita che, incautamente, stava andando a spifferare di una vicenda di cui non ha prove (il video, se esiste, non è in suo possesso) e quindi farla tornare sui suoi passi? O, più verosimilmente, per non farla testimoniare su un caso scottante?
Per ora, non resta che attendere. E registrare che un altro politico, dopo Mastella, nega il suo coinvolgimento dopo che l'aveva avvicinato una troupe di Striscia la notizia: è Antonio Martusciello, di Forza Italia. Che dice: "Io non c'entro niente". E aggiunge: «E' necessario diffondere subito il video della barca a Capri».
Già, ma il video chi ce l'ha? Non resta che aspettare la deposizione della Virzì. Che è appena terminato. Avrà parlato o ritrattato tutto? Conoscendo la tradizionale riservatezza della giustizia lucana, e non solo, entro breve dovremmo saperlo.
Annamaria e quel "testone" di troppo

E' dai dettagli che si coglie il quadro generale. Prendete la requisitoria del pg Vittorio Corsi che ha chiesto di confermare i 30 anni di carcere per Annamaria Franzoni. A un certo punto, dal resoconto di Repubblica, dice: "Samuele chiama, lei sale da lui. Le cresce la rabbia, prende un oggetto con un manico e sgrida il figlio: devi dormire, sei un testone". Testone? Cioè, l'esimio pg ricostruisce la vicenda, in uno scenario che vorrebbe essere suffragato da elementi di prova visto che c'è da gettare in galera un essere umano, e cita una frase che nessuno ha sentito, visto che c'erano solo lei e Samuele? Testone? Magari alludendo, senza dirlo, ai timori che aveva Annamaria che il figlio fosse anormale. Il pg, certo, sarà animato da ottime intenzioni e si spera che le frasi siano frutto di una sintesi giornalistica. Corsi crederà sicuramente in quello che dice. Anche quando parla di "due testardaggini", quella di Annamaria e quella di Samuele, che sarebbero alla base del delitto (testardaggine?). Anche quando dice che Annamaria "non piange, ma versa lacrime, per sedurre". Anche quando dice che le foto di lei in bikini che abbraccia il marito "fanno parte della strategia difensiva". Però uno si fa delle domande quando la requisitoria si poggia su frasi inventate e analisi psicologiche. E certo il cialtronesco Taormina non è mai stato simpatico. Ha usato i media, la politica, ha passato il tempo a prelevare campioni di saliva dalle tegole, a ricusare fantomatici "periti comunisti", a rivelare un giorno sì e uno no il nome dell'assassino vero. Ma non era il solo a cialtroneggiare. E a rendere ancora più triste questa vicenda tragica e grottesca, che il solito vespa ha maneggiato con cinica perizia, muovendosi disinvoltamente tra roncole e ferri da stiro, calzini mancanti e pentolini di rame, sabot dotati di carrarmato e pigiamini macchiati di sangue.
Papa Ratzy, ecco dove va l'8 per mille

Vi siete sempre chiesti dove vanno i soldi dell'8 per mille che continuate inde-fessamente a devolvere alla Chiesa? L'occasione, santa, del compleanno di Papa Ratzy vi aiuta a risolvere il quiz. Il 16 aprile il Papa festeggia i suoi 80 anni e i dipendenti riceveranno un regalino: 500 euro. Così, per simpatia. E il 16, per soprammercato (carino soprammercato, eh?) vacanza in tutti gli uffici vaticani. I dipendenti della Santa Sede si erano già intascati una gratifichina di 500 euro il giorno dell'elezione di Ratzy. Il camerlengo aveva dispensato mille euro ai dipendenti il giorno della morte di Wojtyla. Di regola, a ogni morte di papa ed elezione, lo stipendio radoppia. Ah, fra poco c'è da fare il 730, ricordatevi dell'otto per mille.
Accorsi, il penultimo bacio è per Prodi

Stefano Accorsi ha diversi meriti, il principale è Laetitia Casta. Intervistato dall'Espresso, rivela che ha intenzione di girare un documentario su Prodi. Al legittimo stupore dell'intervistatrice, Stefania Rossini - "Un documentario su Prodi? Lo trova eccitante?" -, lui risponde sicuro: "Non si meravigli, visto dalla Francia, Prodi ha la statura dei politici di qui, con una concezione alta dello Stato".
Sarà. Visto da qui, Prodi ha una statura un tantino meno imponente. Tra l'altro, oggi La Stampa rivela gli ultimi sondaggi: tutti concordi, istituti di sinistra e di destra, l'Unione è sotto di nove punti e Prodi è pronto per andare a casa. Ma niente paura, Accorsi è attore dalle mille risorse. E quindi conclude: "Forse Veltroni è più adatto. E poi ci siamo incontrati diverse volte. Se lo conosco bene, mi risponderà". In bocca al lupo.
Firme false, se questa è una democrazia
La notiziola vale un colonnino a pagina 15 del Corsera. Del resto è una bazzeccola, anzi una cosa bagattellare come direbbe Berlusconi. Succede che tutte le numerose firme false raccolte a sostegno delle liste di Forza Italia, Lega nord, Comunisti italiani e Nuovo Psi, per le regionali in Lombardia, sono finite in prescrizione. Si sono inventati letteralmente le firme, hanno inserito ignari cittadini in elenchi elettorali, ma la cosa non ha nessuna rilevanza. Qui neanche Woodcock riuscirebbe a far qualcosa: perché dal 2004 i falsi commessi in campagna elettorale sono puniti con una contravvenzione. Che si prescrive in due anni. Oplà. Tutto è pronto per le prossime elezioni. Deaglio si prepari.
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
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