Brogli e Mitrokhin, maschere buffe a confronto
L'imbarazzo della sinistra e la sua incapacità/non volontà di chiedere e fare chiarezza sul caso brogli trova un parallelo con il caso Mitrokhin. Come scrivono oggi in un bell'articolo Bonini e D'Avanzo, per anni si è dato credito al pirotecnico Scaramella, al facchino dell'ortofrutta bresciana Igor Marini, all'impiegato della Sip Pio Pompa, al carabiniere a cavallo Rocco Martino. "Maschere buffe" accreditate dalla destra e dalla famosa commissione guzzantiana. "Per non parlare dell'opposizione del centro-sinistra - scrivono - gatto cieco incapace in cinque anni di ricostruire la scena in cui uno spregiudicato centro-destra voleva ingabbiarlo per distruggerne la reputazione".
La puttanata di Deaglio, il silenzio della sinistra
Diciamoci la verità: Deaglio ha fatto una puttanata. Perché il film è un finto documentario che non dimostra nulla, girato male, senza dettagli, senza verifiche e senza uno straccio di prova. E dire che partiva da un libro molto ben documentato, "Il broglio". I cui autori, anonimi, non avendo trovato la prova regina, si erano limitati a mettere insieme, in maniera approfondita, gli elementi di inquietudine, cioè le anomalie, rubricando il tutto, non poteva essere diversamente, sotto l'etichetta di "fantaromanzo". Deaglio si è spinto più avanti. Modificando la tesi di base del libro: che cioè le schede bianche siano state non falsificate materialmente ma modificate attraverso un software. Detto questo, rimane un silenzio assordante. La sinistra, per esempio, che attraverso il Corsera ed esponenti di secondo piano scarica Deaglio, ancor prima della Procura. Ma gli altri? Qualcuno ha sentito dichiarazioni di Prodi, D'Alema, Fassino, Rutelli? Davvero non c'è nulla da dire, da spiegare? Finirà davvero tutto così, in vacca, con un eroe/coglione che ci lascia le penne e gli indizi di brogli, che quelli ci sono tutti, seppelliti sotto la soffice coltre della magistratura compiacente?
La flebo d'oro
Il proprietario di questo braccio è Fabio Cannavaro, il pallone d'oro. Complimenti vivissimi (anche ai giornali che hanno preso un buco, è il caso di dirlo, e la flebo se la sono dimenticata, ché non sta bene rovinare la festa).
Repubblica, il cdr restituisce lo zampone

Quando è il gioco è duro, i duri cominciano a giocare. E dopo lo sciopero delle firme, che ha gettato nel panico decine di migliaia di lettori, il cdr (il sindacato interno) di Repubblica respinge sdegnosamente il buono consegnato in busta paga per ritirare il pacco dono aziendale. Il Cdr, scrive, "visto che l'editore mantiene ferma la sua posizione di no a un tavolo delle trattative, ritiene il dono irricevibile". Tiè. Si immagini ora l'espressione affranta di Carlo De Benedetti. Ma siccome Repubblica è un giornale di sinistra, il pacco dono non viene restituito, ma "devoluto a un'associazione umanitaria". Il tutto "durante una manifestazione pubblica alla quale saranno invitati gli organi di stampa". Già pronto lo slogan: "No ai pacchi dono, sì al contratto". Uno scherzo? Magari, è tutto vero, scritto nero su bianco.
Sciopero delle firme al Corsera
Domani niente firme anche al Corsera. Via Solferino segue l'esempio di Repubblica e Sole 24 Ore e oggi, con voto quasi unanime dell'assemblea dei redattori, ha deciso di far uscire il quotidiano senza le firme. Non si capisce bene a quale scopo, visto che il 99 per cento dei lettori tutto guarda tranne le firme e visto che questa iniziativa non produce danni agli editori. Ma i molti scioperi fatti finora non sono serviti e qualcosa, dicono i giornalisti, bisogna pur fare. Si studia anche lo sciopero delle firme in tv: cappucci e sacchetti di carta in testa per non riconoscere i volti, o tutti vestiti in abito nero in segno di lutto (non si farà, ovviamente, ma qualcuno l'ha proposto davvero).
Agente italiano, indovina chi è
Riprendendo lo strike game di emmebi, direi che l'editoriale di Repubblica sulla "Potenza del corpo", riferita al Berlusconi "immortale", è frutto della penna di Filippo Ceccarelli, che già sull'Almanacco Guanda si è esibito in uno splendido saggio sull'uso del corpo nella politica ("Sua maestà il corpo"). E a proposito di firme, sarebbe interessante capire chi c'è dietro l'Agente italiano, autore del libro "Il broglio", da cui Deaglio ha tratto il suo film. L'anonimo, stando ai rumors, sarebbero tre o quattro tra giornalisti, scrittori e sondaggisti. I nomi? Si fanno quelli di Pierangelo Sapegno, della Stampa, di Umberto Eco e di Luigi Crespi (ah, a proposito, segnaliamo l'intervista data dallo stesso Crespi a Radio Radicale)
Pucci Poppi, i piagnistei e Guzzanti

Una rara immagine del satellite comunista che spia Paolo Guzzanti
Ottimo a abbondante il nuovo blog di Paolo Guzzanti. C'è tutto il suo ormai noto narcisismo espanso e dilagante, il suo deliquio spumeggiante, gonfio di retorica patriottarda e forzitaliota, il suo protagonismo da vittima del complotto sovietico. La sua foga è tale che pare che Putin l'abbia sfortunatamente preso sul serio. Guzzanti scrive attacchi fulminanti come "Se per caso mi ammazzassero" o "Ciò che sta accadendo è mostruoso ma non mi sorprende" e fa chiuse altrettanto fulminanti come "Uniti vinceremo, viva la Rivoluzione italiana, viva l'Italia". Per fortuna, con tanto odore di zolfo e di tragedia, ogni tanto si intravvede uno spiraglio che fa tornare il buonumore e fa intuire che la questione non è poi così tragica: come quando dice "Non c'è tempo per piagnistei, abbiamo avviato un processo storico che cambierà l'Italia", anche se, diciamolo chiaro, "parecchi tra noi sono spie e provocatori". Per fortuna su tutti vigilano "Eli che che mantiene un minimo contatto operativo e Pierluca Pucci Poppi". Un caldo abbraccio a lui e a Pucci. E un messaggio cifrato per loro: Charlie Oscar November Tango India November Uniform Alpha Charlie Oscar Sierra India.
Picca, distruggere la scuola

Finalmente un'analisi sobria e raffinata. Aurelio Picca sul Giornale ci racconta con tono grave: "Bisogna che si sappia. Non c'è ragazzo di quindici anni che non abbia registrato sul telefonino un micro porno". Picca non solo dà questa notizia ferale, ma da bravo cronista pare l'abbia verificata ed ecco le cose che ha visto: "Vibratori, animali, coiti multipli". Non male. Ma perché questa depravazione dei "nostri ragazzi"? I motivi sono lampanti: "Serialità, noia, mancanza di alternative, di una biblioteca, di un videoregistratore. La caduta della dignità. La dignità perduta". Ma Picca è uomo dai nervi saldi e sa che non tutto è perduto e che un rimedio c'è sempre. Il suo è questo: "Distruggere la scuola, passare il sale tra le rovine". Ecco.
Il Broglio? Legittimo

Come previsto, alla sinistra viene l'orticaria anche solo a sentire la parola brogli. E anche adesso che la Procura ha aperto un'inchiesta sul film di Deaglio, il silenzio è tombale, rotto da un Bertinotti che sentenzia: il voto è legittimo. Ovvio, una volta vinte le elezioni, e con qualche scheletro nell'armadio, rimettere tutto in discussione e accreditare tesi suggestive ma finora senza alcun elemento di prova rischia di essere un boomerang clamoroso. Utile, questa vicenda, per ricostruire i meccanismi mediatici. Esce un libro di un anonimo, da cui sarà tratto il libro di Deaglio, e nessuno se lo fila. Del film di Deaglio parla l'Unità (nessuna reazione) e qualche settimana dopo il Corsera (reazioni poche e di seconda fila), che sceglie di non fare seguiti. Poi interviene la Procura e si scatena il finimondo con Pisanu che, solo ora, si decide per una querela (strano, lui che peraltro ci faceva la parte del salvatore della patria, avendo sventato il broglio finale).
Chi se ne impippa di Lino Banfi

Ci sarebbero da vergare considerazioni sarcastiche e argute chiose sulla vicenda fiction lesbica, con la riabilitazione a sinistra di banfi, i commenti di luxuria, ferrara e altri personaggi del circo ma , voi mi capirete, mi sorge spontanea la domanda: ma chi se ne impippa, chi cazzo se ne impippa di questa italietta di suorette teodem e laichetti ottusi che frugano seriosamente nelle sottane pixellate, scrutando labbra al silicone alla ricerca di una lingua femminile guizzante, per scandalizzarsene o goderne o entrambe e poi tornare felici a scoparsi bambine poco più che embrioni e dormire sogni sereni e eterosessuali con pie donne, naturalmente esentasse.
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
Virginiana Miller - feb '07
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