"Quello stronzo di Capezzone"
Daniele Capezzone: "Sembra che è sempre colpa di quello stronzo di Capezzone".
L'articolo di Adalberto Signore, sul Giornale
Il video della Direzione radicale
Tolti Scalfari e Profumo
"Tolti Scalfari e Profumo, nessuno difende la finanziaria di Prodi e Padoa Schioppa. Una tale sfilata di dissensi è già un record politico". Roberta Carlini, il manifesto
L'elefantino e il "tabloid di Milano"
L'elefantino agita la proboscide e uno schizzo di bava acida colpisce "lo stucchevole Claudio Magris", reo di aver infranto il monopolio fogliesco su teocon, atei devoti e altre graziose etichette importate dall'ex bolscevico Giuliano Ferrara. Il quale è velenosetto contro Magris, ma anche contro il Corriere della Sera, pardon, "il tabloid di Milano", come lo chiama con naturale disprezzo: "Il prossimo che mi rompe i coglioni con l'uso politico della religione, inteso come lo praticano loro e riferito a me e a noi che ne scriviamo su questo giornale da anni lo sfido a duello con lancio del guanto, come usava tra i gentiluomini del Regno sardo. Così recupero la reputazione di laico".
La spia di un disagio
Spionaggio fiscale, un complotto di Tremonti per spiare Prodi? Può darsi. Ma allora spiava anche Berlusconi Silvio e Piersilvio, Giorgia Palmas e Loris Capirosssi, Lamberto Dini e Sabrina Ferilli? Mah, qualcosa non torna. Persino la Moana Pozzi sono andati a spiare, ma pare sia morta da un po'. Con Tenco non ci hanno provato. A proposito di furbetti, c'è mascellone Belpietro che al Corsera dice: "Le dichiarazioni dei redditi e il patrimonio immobiliare? Basta cliccare sul sito dell'Agenzia delle entrate, o collegarsi al Cerved o fare una visura del Registro immobiliare". Ah sì? Passi per le proprietà immobiliari, ma i redditi? Io ci sono entrato nel sito, che non si dica che non verifico, ma non ne sono venuto a capo. Volevo la dichiarazione dei redditi di Francesco Totti. Niente da fare. Sarà che l'ho cercato sotto Er pupone. Se ci riuscite voi, però, fate un fischio.
Il pluriverso vacuo di Scurati
Ah gli editor di una volta, ah le grandi case editrici con gli omini a mezzemaniche e righello che ispezionavano ogni parola, lettera, segno di interpunzione. Ah.
Antonio Scurati - La letteratura dell'inesperienza - Bompiani
pag. 20 "L'assenza di mondo è per sua natura onniversatile. In questo pluriverso vacuo si entra da ogni lato (ma, forse, non se ne esce)
pag. 35 "L'assenza di mondo è per sua natura onniversatile. In questo pluriverso vacuo si entra da ogni lato (ma non se ne esce).
(Vabbè che Scurati è onniversatile e un po' imbranato nel copia e incolla, ma insomma non se ne esce o forse non se ne esce? Però pure io, perché mi ci vado a ficcare in questi pluriversi vacui? Ma finire Guerra e Pace no?).
Quel metrò sparita in una breve
Sembrava un evento apocalittico, la punizione divina caduta su Veltronia, il flagello mandato a vendicare i vinti, il nostro piccolo undici settembre che ha scosso i nervi della nazione. Sembrava ai giornali italiani e alle tv, non agli umani, che invece molto si stupivano del clamore sproporzionato. Oggi al Corriere non sembrava più e le pagine e pagine dei giorni scorsi sono diventati una breve, qualche riga copiata svogliatamente dall'Ansa.
Bocca e Pansa, che tristezza
Quanto sono patetici Giampaolo Pansa e Giorgio Bocca, queste due glorie del giornalismo ridotte a macchiette, che si rinfacciano di tutto. Pansa che dà dell'ex antisemita a Bocca, Bocca che chiede la galera per chi dice le cose che scrive Pansa. Uno poi finisce per rivalutare l'infinita classe di un reduce di Salò come Tremaglia (che ha pure fatto vincere le elezioni all'Ulivo). Intanto sul Corriere, che non è esattamente la centrale dell'antifascismo militante in Italia, un durissimo Sergio Luzzatto tira martellate contro il libro di Pansa, scritto in uno stile "pedestre imbarazzante, lo stile del catechismo", parlando di cose trite e ritrite, "scritte dagli storici con ben altra sottigliezza", rivolte allo stesso pubblico di Vespa (anche se "Vespa torreggia come un gigante della storiografia in confronto"), "il ventre molle dell'Italia ignava". Luzzatto ci va giù pesantissimo e conclude così: "Un Paese felice di sentirsi ignorante e di farsi illuminare dal Robin Hood di Casale Monferrato. L'Italia innamorata di Pansa è una morosa che non fa invidia"
Chapeau all'odiosa Camilla
La Camilla Baresani, diciamocelo, ci sta sui coglioni. Che con quest'arietta snob e lo sguardo sprezzante ci ammannisce le solite banalità in fricassea. Però questa volta, nulla da dire. Sul Corriere Magazine, smentendo di essere autrice del libercolo erotico anonimo "69", ne dice il peggio possibile. Sottolineando che è pubblicato da Bompiani, "il mio stesso editore", il quale non ne sarà particolarmene contento.
Le bordate di Repubblica, le bugie di Berlusconi
Le critiche di Repubblica e di Massimo Giannini non potevano non scuotere il governo e oggi il ministro Visco prende carta e penna e scrive un lungo articolo su Repubblica per confutare le tesi dell'editorialista sul cuneo fiscale. Giannini non risponde, ma in prima pagina ci pensa Massimo Riva a scagliarsi ancora una volta contro il premier, reo di minimizzare il declassamento. "A tratti la situazione appare farsesca", scrive Riva. E mentre Repubblica preme perché Prodi riprenda in mano la situazione e con lui Padoa Schioppa, il Corsera con Dario Di Vico ripropone un suo vecchio cavallo di battaglia l'inciucio ("chi include vince"). Berlusconi, per parte sua, anche quando avrebbe la possibilità di stravincere, butta lì qualche bugia di propaganda, raccontando che il suo governo "in cinque anni non è mai stato declassato" (la prima nel 2003, la seconda il 7 luglio 2004).
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
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