BUFALE E POLITICA
Corsera, Mieli nuovo imperatore?
Lo ha fatto ancora. Ha sbattuto il Cavaliere indagato per corruzione in prima pagina, come nel '94. Allora è vero. Che rappresenta il punto di saldatura dell'apparato giudiziario, bancario, finanziario anti-Berlusconi. Che è il capofila di un partito di poteri forti, anzi fortissimi. Così dicono da Forza Italia, così molti giornali non solo di destra. Come sempre, in questi casi, le cose sono più semplici di quel che appaiano. Perché è vero, verissimo, che Mieli con il suo Corsera ha un progetto politico e non giornalistico. E non lo nasconde affatto. Il progetto consiste nel favorire in tutti i modi la nascita di un partito democratico guidato da Rutelli e cementato dalle frange liberal dei ds (non a caso intervengono spesso Debenedetti, Morando e company). E per far questo tira martellate su D'Alema, lusinga il Fassino finché gli fa comodo, usa Bertinotti. E a destra fa più o meno lo stesso, sparando bombe anti berlusca, anti lega e anti An, dando spazio al centrismo moderato dell'Udc tabacciana. Detto questo, la magistratura alleata con Mieli in chiave anti Forza Italia è una cosa ridicola, se non grottesca. Perché chiunque conosca i protagonisti (giornalisti) o un po' l'ambiente, sa che il buon Luigi Ferrarella è riuscito a ottenere le carte, dando il "buco a Repubblica", con mezzi propri (i soliti, finanza, avvocati, forze dell'ordine, meno molto meno pm). E che i bravi cronisti di Repubblica si mangiano le mani per non essere riusciti a entrare in possesso del nuovo invito a comparire per il premier.
I BAUSTELLE E XL
Recensori, meno sodoma più gomorra
La tecnica è semplice. Eccitare i lettori. La nuova genìa di recensori è fatta così. Sia che si tratti di libri (D'Orrico) sia che si tratti di musica (Mollica), la regola è stroncare o esaltare. Finita l'era della recensione appiccicosa, parole melliflue che dicevano tutto e il contrario di tutto, per non scontentare nessuno, ora si è passati all'adrenalina pura delle parole forti, per demolire o per incensare. Resta intatto il conformismo di sempre. Che porta in auge qualcuno o lo distrugge con la stessa nonchalance, per puro spirito di gregge. L'ultimo caso sono i Baustelle. Gruppo al terzo cd, nient'affatto male. Qualche bella canzone, due o tre bruttine, testi un po' deboli e presuntuosi, con begli sprazzi ("Meno sodoma più gomorra"). Insomma, tra il sei e il sette. Da qualche mese è partito il tormentone. Capolavoro. Geni. Fenomeno. Il miglior disco dell'anno. L'ultimo XL non fa eccezione. Dice così di "Malavita": "Un disco bellissimo capace di mettere insieme magicamente rabbia e poesia. Il loro più vivo, vitale, terribile, pieno di dolore cantato con algido distacco. Neanche un filo di supponenza, però. I loro testi strizzano l'anima, ma i suoni sono carezze". Con algido distacco, richiudiamo XL e ascoltiamo il nostro miglior disco dell'anno (anche se forse era 2004) (parere opinabilissimo, non vi fidate) : Hotel Tivoli, dei Non voglio che Clara.
FINE PENA MAI
Il Circo Barnum degli assenti
MAMMONI Livia Turco (Ds): "Ero con i miei genitori, hanno diritto ad avere la figlia accanto, no?".
IMPREPARATI Rosi Bindi (Margherita): "Non ho una competenza specifica nella giustizia. E poi ero con i miei vecchietti"
APPIEDATI Marida Bolognesi (Ds): "Neanche prendendo il primo treno da Livorno avrei fatto in tempo".
INNEVATI Marco Boato (Verdi): "M'ha bloccato la neve a Bolzano"
CONFUSI Giannicola Sinisi (Margherita): "Ho firmato, ma sono contro l'amnistia".
RINCOGLIONITI Bobo Craxi (Rnp): "Ho firmato ma se la facciamo ora spaventiamo gli elettori"
SMEMORATI Stefania Prestigiacomo (FI): "Non mi ricordo se ho firmato. Sono per l'amnistia ma ero a Siracusa".
TENERONI Katia Bellillo (Pdci): "Sono rimasta con mia figlia, era l'ultimo giorno che rimaneva qui"
PAPONI Gianantonio Arnoldi (FI): "Era il compleanno di mia figlia"
MAMMONI 2 Franca Bimbi (Margherita): "Ero con la mamma"
("Qualche suicidio in cella in più non guasterà le vacanze di Natale alla Vanzina degli onorevoli deputati" - Curzio Maltese - Repubblica)
MASTELLATE
Guagliò, è arrivato o' Pavesillo
Entusiasmo nelle redazioni. Anche quest'anno, a una selezionata (ma non troppo) mailing list di giornalisti politici, è arrivato Il Pavesillo, raffinato panettone di Benevento al Gran Marnier. Lo ha inviato, come da tradizione, il benefattore Clemente Mastella, l'uomo che sarà ricordato dai posteri per aver fatto spogliare Aida Yespica.
IL FACCIONE COME UN PARACULO
Mieli sponsor dei comunisti
Le braccia curialmente intrecciate sotto il cravattone, il sorriso finto e diabolico che ha terrorizzato generazione di giornalisti. Non c'è dubbio, è lui. Ma che ci fa Paolone Mieli a grandezza naturale sull'ultima pagina del quotidiano comunista "Liberazione"? Ci fa la pubblicità, ci fa. Nel senso chiarito dalla scritta: "Mi abbono a Liberazione perché mi è indispensabile. Paolo Mieli, giornalista". Qualcuno, in via Solferino, è caduto dalla sedia.
RODOTA' E LA MARCIA DI NATALE
Gli inguaribili romantici dell'amnistia
Stefano Rodotà, grandissimo giurista un po' in disuso (con la colpa grave di essere padre di Maria Laura) racconta le buone ragioni di chi si batte per l'amnistia. Che sono le stesse di Stampa Rassegnata. Perché a sentire amnistia si storce un po' il naso. Già la parola clemenza fa pensare a un atto di perdonismo di matrice cattolica, fa pensare al solito costume italico di aumentare le pene e non applicarle, fa pensare ai condoni degli abusi edilizi, alle sanatorie. Però le carceri sono piene e i processi, a colpevoli e innocenti, durano anni. Rodotà racconta di un funzionario statunitense in visita a Poggioreale nel '45. Ne uscì disgustato e protestò con il governo italiano. Il politico di turno rispose: "Questi americani, che inguaribili romantici". Ecco, il punto è questo. Non c'è romanticismo, non c'è perdonismo, buonismo, ipocrisia. C'è solo la presa d'atto di una disfatta, quella della giustizia. Di una cultura politica che grida al carcere duro e non applica la Gozzini, creando condizioni di vita criminogene e pericolose. L'amnistia deve essere il primo passo per ricominciare, come dice Rodotà, perché sia sconfitta la cultura che considera con "fatalistismo i guai della giustizia, quasi si trattasse di ingovernabili catastrofi naturali: che ha mitridatizzato politici e magistrati di fronte alle tante condanne della Corte di Strasburgo per l'inaccettabile durata dei processi; che continua a impedire un vero piano finanziario per la giustizia, mentre si trovano risorse per soddisfare miserabili appetiti".
DA KRISTOL A MUGHINI PASSANDO PER LA SANTANCHE'
Contrordine, il porno è di sinistra
Dice bene Mughini, sul Foglio, che lui se ne intende ("in questi giorni tra Natale e fine anno guarderò qualcuno dei film porno che tengo in mostra in una delle stanze di casa mia"). Perché la Santanché ha lanciato l'idea di tassare i film porno, e poi i violenti, e allora "la pornografia è di sinistra perché paga le tasse". Ma anche perché il guru dei neocon, Irving Kristol, invoca la censura libera: "Pornografia e democrazia sono incompatibili". E, sul Magazine del Corsera, si arrivano a leggere frasi, di Kristol, di questo tenore: "Il porno impedisce l'uscita di romanzi buoni". Ah ecco, deve essere questo. Anche in Francia sono messi male. Loro che su Libé hanno persino una rubrica settimanale di critica cinematografica sui film porno. Leggendo l'ultimo Houellebecq, che nel porno ci sguazza, viene quasi da dar ragione a Kristol. Quasi.
FINCHE' LA BARCA VA
Battista contro la gogna mediatica del Corsera
In effetti poi anche il buon Pigi Battista, che è il vicedirettore del Corsera, dice oggi nell'editoriale che non è stato affatto bello mettere D'Alema alla "gogna mediatica" per questa cosa del leasing e della barca, di cui più sotto. Ma va? E come mai lo stesso Corsera ne ha fatto una pagina il primo giorno e oggi anche un appassionante fogliettone sui "politici marinai"? Urge colloquio Battista-Mieli. Ma naturalmente, anche Mieli è d'accordo, non facciamo gli ingenui. E' che per difendere uno (far finta di) bisogna prima attaccarlo. E' un dato piuttosto logico ed elementare e Mieli sa bene come funziona. Figuriamoci, l'ha inventato lui.
CECCO "IL GRULLO"
Sì, si chiama Eugenio e fa i pediluvi
(dalla straordinaria intervista di Denise Pardo, Espresso in edicola, a Vittorio Cecchi Gori)
CG. A un certo punto sono stato tradito da tutti: dai miei compagni di scuola, in blocco. Da mia moglie, che forse oggi si è anche pentita. Non ha capito che i nemici di suo marito le avrebbero dato un calcio in culo, fatto il golpe. I salotti buoni si sono introdotti in casa mia. Sanno come agganciare le persone labili. Parlo degli infiltrati.
D.P. E' un cattolico e ha fatto la via Crucis. Ma la sua non sembra una vita di stenti. Casa meravigliosa, stuoli di autisti e filippini. Uno è adibito a farle il pediluvio, vero?
CG Sì, si chiama Eugenio.
D.P. Ecco. Per non parlare della sua fama da latin lover.
CG. Vivo nel mondo dello spettacolo e da ragazzino, come dire, gli alberi di Natale delle attrici ti colpiscono.
LA MEZZA CENSURA DI REPUBBLICA
D'Alema ha un leasing, embè?
Della serie, spazzatura e escrementi lanciati nel ventilatore, ecco a voi paginata del Corriere e mezzza pagina di Repubblica sul fatto che D'Alema ha un conto per la Bpi. Coinvolto nell'affaire Fiorani? Nient'affatto. E' un conto dal quale vengono prelevate le rate per la barca (scandalo, ha una barca) e nient'altro. La non notizia è arrivata in redazione a Repubblica già lunedì, ma i capi si sono spaventati. E invece di trattarla come si doveva, fotonotizia o box di curiosità, hanno pensato bene di far finta di nulla. Solo che ieri alle 20.05 è uscita un'Ansa di precisazione della banca. E così la frittata era fatta. Spaventati dalle ripercussioni sulla concorrenza (giustamente, visto che il Corsera si è buttato a pesce), Repubblica ha rimediato sparando un'apertura. Cose che capitano, quando la stampa si autocensura o usa politicamente le (non) notizie.
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
Virginiana Miller - feb '07
Ardecore - marzo '07
Non voglio che Clara - mar '07
Dente - lug '07
Thomas O' Malley - genn '08
L'umanista infelice - feb '08