METTIAMOCI UNA CROCE SOPRA
Anche Bertinotti sta cercando Dio
Speriamo che non lo trovi (ma pare che lui, Lui, lo abbia saputo e sia scappato a gambe levate)
(Repubblica: "E' un continuo interrogarmi, nei sensi, nel mio intimo, con il mondo esterno, con gli altri")
PRIMA DI FARE I TITOLI CONTARE FINO A TRE
L'uragano Rita sconvolge le menti
Quelle dei titolisti del Corsera. Che a pagina 10 della Lombardia titolano così: "L'uragano Rita infiamma il Palasport". A parte il fatto che l'uragano difficilmente infiamma. E poi comunque, per fortuna, "l'uragano" in questione non è il successore di Katrina, ma l'incolpevole Rita Levi Montalcini.
L'ULTIMA DI SUA BANALITA'
Ad Alberoni non piace il pube, anzi sì
Sparare su Alberoni è come sparare sulla Croce Rossa. Però stavolta, nella rubrica di oggi del Corsera, viene voglia di farlo deflagrare a cannonate leggendo le tante stupidaggini, che un tempo si sarebbero dette "reazionarie", che riesce a mettere in fila. L'attacco è folgorante: "A Milano vado spesso in via Torino, dove si trovano tutti i negozi più trendy di moda giovane e dove perciò vedo passare tutti gli elegantoni di Milano e di varie nazionalità". Ora, chi è stato anche solo qualche giorno a Milano, sa che via Torino è una strada commerciale del centro, piena di negozi di qualità e prezzo medio-basso, la cui clientela è composta normalmente da giovani e meno giovani non particolarmente trendy, spesso invece particolarmente truzzi, come si diceva un tempo. I negozi trendy, come sanno tutti, stanno altrove. Agli "elegantoni", poi, se passano per via Torino gli sparano. Comunque.
Proseguendo, sua banalità Alberoni si lamenta delle ragazze "che mostrano la pancia appena sopra il pube", con "pantaloni al monte di Venere e camicetta trasparente senza reggipetto". Un linguaggio che qualcuno potrebbe accusare di pruderie. Ma, anche qui, comunque. Insomma questi giovini sono "pupazzi grotteschi" che quando vanno a discutere la tesi in università "tolgono solennità alla cerimonia, la rendono squallida e ridicola". E via su questo tono, con richiami all'ordine, alla disciplina, al bello, alla forma, al piacere del lavoro, allo studio, alle buone maniere. Qualcuno fermi Alberoni o almeno gli ricordi che siamo nel 2005, che "ordine e disciplina" era motto usato in altri tempi. E che un tempo, al posto della sua misera rubrica sul Corriere della Sera, c'era un tale di nome Pasolini.
KUNG FU
Un Papa poco insigne
Stampa: "Tra l'altro al Concilio Joseph Ratzinger era un insigne, anche se giovane, teologo progressista".
Fausto Bertinotti: "Insigne...non esageriamo. Insigne era un Hans Kung, tanto per capirci. Ma comunque".
VIALE DEL TRAMONTO
Ferrara scarica Berlusconi
Due colonnone di piombo per incensare il Cavaliere che ha cambiato l'Italia, ma soprattutto per rispondere alla domanda: perché non molla? Il tradizionale alleato di Berlusconi, Giulianone Ferrara apre il Foglio con il titolo "Quant'è lungo il viale del tramonto". E poi scrive un pezzo che, apparentemente elogiativo, finisce per invitare Berlusca a farsi da parte. Perché, dice Ferrara, "quando un leader vince e compie la sua missione, deve capirlo e aprire un nuovo ciclo". E allora "sta a lui non diventare un penoso ingombro: punti su un Pisanu, un Letta, un Tremonti, una Moratti, oppure un Casini, un Fini". Chiunque, insomma, ma non lui. I più maliziosi, volendo, immagineranno una parolina sussurrata dal Cavaliere allo scudiero, un preannuncio di ritirata, un modo per sondare il terreno e tentare di uscire, appunto, da vincitore.
SATIRA PREVENTIVA
Onofri e le "Stronzate" del Corriere
Il Corriere costruisce una copertina di cultura sui giudizi, opinabilissimi, di Massimo Onofri che distruge Erri De Luca e Tondelli. Il che ci sta anche. Se non fosse che siamo affezionati a Tondelli, che rimane un fenomeno importante, con tutti i suoi difetti. Ma evidentemente al Corsera deve essere sembrato troppo tutto questo profluvio di giudizi gratuiti e ribaltamente un po' sgarbeschi dei "valori" letterari. E così in piede di pagina c'è una bella pubblicità del saggio filosofico di Harry G. Franckfurt, con titolo inequivocabile: "Stronzate". Tutti, pare anche l'autore del pezzo Paolo di Stefano, dopo aver letto il titolo "Stronzate" hanno alzato gli occhi al resto della pagina, trovando conferma di un'intuizione.
(peraltro il libro, 44 pagine inutili, è uscito con fascetta del Corriere della Sera, che recita: "Il caso editoriale dell'anno". Stronzata più, stronzata meno)
ADINOLFI SU EUROPA
I blogger fanno Vento alla Margherita
Il titolo sulla prima pagina di Europa irrita subito: "Intanto noi bloggers". Noi bloggers? E noi ggiovani? La firma è di Mario Adinolfi. Che ci spiega la novità dei blogger vicini alla Margherita: hanno organizzato un bel convegno a Caramanico. Epperò. Sarà presente, scrive, "lo stato maggiore della Margherita". Urca. Volitivi questi blogger con la esse. E poi a Caramanico ci saranno anche alcuni "protagonisti del mondo della comunicazione, tra cui Pierluigi Diaco e Flavio Vento". Ecchecazzo. La Vento. Diaco.
Aridateci la diccì.
Il blog di Mario Adinolfi
UNO DEI DUE SNIFFA
Casini, Vincino ci tira sopra una riga
Foglio dei fogli di ieri, pagina 3. C'è un uomo che con una mano scampanella e l'altra sniffa. La didascalia recita: "Una scampanellata e via. Un altro tiro di cocaina. Che bella la vita della terza tirata dello Stato". Come l'avrà presa Casini? E Azzurra? E Berlusconi? E Muccioli? E Micciché?
PORTA PIA
Ruini non fa breccia. O quasi
Nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato (quasi tutti i giornali), oggi è l'anniversario della breccia di Porta Pia, ovvero della fine dello stato pontificio e del potere temporale della Chiesa. Fine si fa per dire, visto che il pio Ruini ci impartisce continue lezioni di diritto costituzionale, oltre che di morale. Il problema, però, non è tanto che il presidente dei vescovi intervenga su questioni politiche. Questo è fastidioso, ma legittimo. Il problema è l'eco che le sue parole hanno sui Rutelli e i Prodi e sui mezzi di comunicazione. Eco, come si sa, del tutto sproporzionata rispetto al peso che hanno le indicazioni clericali sui comportamenti e le opinioni degli italiani, cattolici compresi. Non per nulla Miriam Mafai, su Repubblica, si dice sicura che "l'invasione di campo" non avrà successo e non fermerà il processo di secolarizzazione in atto. Ma forse una mano alla secolarizzazione potrebbero darla anche i grandi quotidiani, evitando di dare tanto credito e spazio a un uomo che è soltanto un capo fazione e non ha alcun incarico politico o istituzionale in Italia.
Ne parlano anche: Staff Cadetti Uno, Quaderno di caccia, Buraku Dream,
PICCOLI SGARBI AL CAMPIELLO
Il Corsera smarchetta Bompiani
Paginata della cultura al Corsera per la doppietta Bompiani al Campiello (Roveredo e Scurati). Pretesto, la polemica Scurati-Vespa sul palco veneziano. Il Giornale titola: "Al Campiello veleni in differita". Il Corsera invece prontamente ne approfitta e titola: "Il caso Scurati non guasta la festa Bompiani". E Bompiani, si sa, fa parte del gruppo Rcs, editore del Corsera, e sparare il nome nel titolo è una bella pubblicità. Un bel catenaccio anche per l'Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale: "Lui e Roveredo raccontano la cruda verità d'oggi". E il pacchetto dono Corsera-Bompiani è completo.
Ps. Per completezza d'informazione rimane da dire che oggi il Corsera dedica la copertina della Cultura al nuovo e torrenziale (451 pagine) romanzo di Sandro Veronesi (autore che a noi piace e dunque incrociamo le dita). Il libro, Caos calmo, casualmente è targato Bompiani.
"I lettori di giornali sono un branco di pecore guidato da pastori ciechi" Gaetano Salvemini
Le interviste di Sr
Virginiana Miller - feb '07
Ardecore - marzo '07
Non voglio che Clara - mar '07
Dente - lug '07
Thomas O' Malley - genn '08
L'umanista infelice - feb '08